Bracconiere denunciato in Valle Imagna: nel box 30 esemplari di uccelli protetti - BergamoNews
Carabinieri forestali

Bracconiere denunciato in Valle Imagna: nel box 30 esemplari di uccelli protetti

Dopo la segnalazione di un cittadino

Con l’inizio della stagione venatoria i carabinieri forestali hanno intensificato le attività di contrasto al fenomeno del bracconaggio sul territorio della provincia di Bergamo per garantire la tutela e la protezione del patrimonio faunistico quale bene ambientale di interesse internazionale, nazionale e regionale. In particolare, i militari della stazione carabinieri forestale di Almenno San Salvatore, nel corso di un servizio antibracconaggio a Costa Valle Imagna hanno sorpreso e deferito all’autorità giudiziaria un bracconiere per il reato di furto venatorio e per pratiche di caccia illegali.

È stata una telefonata anonima ad allertare i carabinieri che si sono appostati e hanno constatato l’attività sospetta di una persona intenta a trasportare gabbie per uccelli nel garage di una casa. Sentendo provenire da lì canti di fringuelli o simili uccelli, i militari, dopo essersi presentati, hanno identificato la persona e chiesto cosa stesse facendo in quel box. Dopo un’iniziale reticenza nel consentire alla pattuglia l’accesso al locale, il garage è stato aperto. Qui sono stati trovati 30 esemplari di crociera (Loxia curvirostra), specie rigorosamente protetta dalla Convenzione di Berna e numerosi strumenti di caccia non consentiti: 11 bacchette cosparse di vischio per l’attività di cattura, 4 pali di metallo impiegati quali supporto alle bacchette, 24 anellini in plastica rimovibili per l’inanellamento e relativa attrezzatura per la loro applicazione.

Gli accertamenti effettuati sul posto hanno fatto sì che l’uomo, un 67enne, venisse denunciato alla Procura della Repubblica di Bergamo come autore delle condotte delittuose. La principale ipotesi di reato a suo carico, oltre alle contravvenzioni previste dalla legge nazionale sul prelievo venatorio, è il furto venatorio per cui il codice penale prevede la reclusione dai sei mesi ai tre anni.

Rimane alta la soglia di attenzione dei carabinieri forestali che, anche a stagione venatoria chiusa, continueranno i controlli sul territorio per impedire che i bracconieri esercitino la loro attività
illegale: per questo preziosa è la collaborazione dei cittadini, che possono segnalare presunti illeciti al numero di emergenza ambientale 1515.

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