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Ok ai distretti del cibo: contributi fino al 100% per investimenti in ricerca e sviluppo

Il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 settembre: a Bergamo c'è già la positiva esperienza del Distretto Agricolo della Bassa Bergamasca.

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“Partono finalmente i distretti del cibo, uno strumento che abbiamo voluto già due anni fa per rilanciare gli investimenti, la progettazione territoriale e per rafforzare i legami tra agricoltura e trasformazione nei territori. Un’opportunità per valorizzare il lavoro di tanti allevatori, agricoltori, artigiani, trasformatori del cibo mettendoli insieme con una visione comune”: ad annunciarlo, con soddisfazione, è stato Maurizio Martina, deputato bergamasco del Partito Democratico ed ex ministro delle Politiche Agricole.

Un provvedimento sbloccato lo scorso 22 luglio da un decreto del Ministero, pubblicato lunedì 23 settembre in Gazzetta Ufficiale dove sono comparsi criteri, modalità e procedure per la creazione e il consolidamento dei distretti del cibo.

Diversi gli aiuti e le agevolazioni previste, che saranno concesse sotto forma di contributo in conto capitale per stato di avanzamento, con la possibilità di chiedere un anticipo fino al 40% della somma complessiva.

Aiuti non uguali per tutti, ma diversificati in base alle dimensioni dell’impresa, alla regione di appartenenza e alla tipologia di investimento proposto: in linea di massima verranno premiati, fino al 100% del contributo, gli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore agricolo, mentre avranno più vantaggi le piccole aziende e le iniziative messe in campo in territori meno sviluppati.

Tra gli interventi finanziabili (fino al 50% nelle regioni meno sviluppate, 40% nelle altre) quelli finalizzati alla produzione agricola primaria come macchinari, attrezzature e software ma anche (nelle stesse percentuali) quelli per le imprese di trasformazione di prodotti agricoli e alimentari e commercializzazione degli stessi.

Rientrano nei contributi interventi proposti da aziende di trasformazione dei prodotti agricoli in non agricoli (fino al 10% per le medie imprese, al 20 per le piccole) e le attività di promozione dell’immagine e delle attività del distretto.

Tutti i finanziamenti sono cumulabili contro altri aiuti di Stato.

Tra le esperienze finora di maggiore successo, e alla quale sicuramente si ispireranno altre iniziative, c’è quella del Distretto Agricolo della Bassa Bergamasca, già riconosciuto nel 2018 distretto del cibo da Regione Lombardia e che conta 150 soci e oltre quaranta comuni aderenti.

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