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L’Obelisco Napoleonico, un monumento veneziano dedicato al generale corso foto

Nuova puntata della rubrica domenicale di BGY che fa tappa in Piazza Vittorio Veneto

La tradizione lega la sua esistenza a quella di Napoleone Bonaparte, ma con buona probabilità il condottiero corso non lo vide mai.

Stiamo parlando dell’Obelisco di Piazza Vittorio Veneto, l’elevata struttura che da più di duecento anni si erge all’ombra delle Torre dei Caduti, a due passi da Porta Nuova.

Eretto nel 1778 in onore del podestà e vice capitano della Repubblica di Venezia Gianfranco Correr che, dopo essersi prodigato durante la grave carestia del 1775, aveva deciso di lasciare la città; il monumento intrecciò per la prima volta la propria storia con quella dell’ufficiale nel 1797 quando i territori della Serenissima passarono sotto il dominio d’Oltralpe.

In quell’occasione il medaglione raffigurante Correr venne sostituito con uno che ritraeva il generale transalpino, ma, subentrata la dominazione austro-russa, venne tolto.

Nel 1801, con il ritorno delle truppe francesi a Bergamo, il nome di Napoleone ricomparve per alcuni anni prima che la sconfitta del politico transalpino portasse a una nuova cancellazione.

Arricchito di targhe e medaglie realizzate da Cesare Maironi, nel 1880 l’obelisco venne intitolato al podestà veneto Alvise II Contarini, un omaggio frutto di un errore in quanto la scultura venne confusa con un’altra presente in Piazza della Legna e distrutta in precedenza.

L’opera venne così definitivamente dedicata al celebre sovrano soltanto nel 1939 quando l’artista bergamasco Costante Coter realizzò l’effige che ancora oggi la contraddistingue.

Nonostante l’atto di ossequio concessogli dalla popolazione, Napoleone non giunse mai nel capoluogo, nemmeno in occasione della visita annunciata per il 23 giugno 1797.

Benchè, come riportato da Bortolo Belotti in “Storia di Bergamo e dei Bergamaschi”, il futuro imperatore considerasse i cittadini alla stregua di “uno scoglio di avidi mercanti”, la municipalità decise di organizzare per quel giorno una serie di iniziative in suo onore, fra le quali una festa di ballo e un banchetto.

Atteso dalle due del pomeriggio sino a sera dalle truppe schierate in parata, Napoleone non si presentò mai, non deludendo però gli orobici che decisero di non interrompere le celebrazioni.

Fonti

Bortolo Belotti, Storia di Bergamo e dei Bergamaschi, Bergamo, Bolis, 1989

Arnaldo Gualandris, Monumenti e colonne di Bergamo, Bergamo, Circolo Culturale G. Greppi, 1976

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