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Praticante avvocato si fingeva poliziotto per truffare le assicurazioni: arrestato

Le indagini hanno permesso di emettere il decreto di sequestro di ben sei conti correnti

Nella prima mattinata dì venerdì 11 ottobre personale della Polizia di Stato della Sottosezione Polizia Stradale di Seriate ha tratto in arresto C.M. di 43 anni, a Nola (Napoli), professione praticante avvocato, in esecuzione del provvedimento di custodia cautelare emesso dal Gip del Tribunale di Bergamo per truffa ai danni di svariate compagnie di assicurazione.

Le indagini, coordinate dal magistrato Fabrizio Gaverini, permettevano di appurare che il praticante avvocato aveva contatti da diversi anni con varie agenzie di compagnie assicurative in quasi tutto il Nord Italia, fra cui la provincia di Bergamo, soprattutto a Seriate e Dalmine, spacciandosi peraltro per appartenente alle varie forze di Polizia, spesso con il grado di Ispettore o Maresciallo e inviava mail con cui chiedeva preventivi per la stipula di contratti assicurativi.

Al fine di rendere credibile la sua appartenenza alle forze dell’ordine, trasmetteva a mezzo di sistema informatico falsi attestati di servizio corredati da false copie di carte di circolazione e patenti di guida. Ottenuta la polizza assicurativa in modo fraudolento, l’arrestato dopo circa un mese chiudeva la polizza chiedendo la restituzione della somma non usufruita.

Inoltre C.M., spacciandosi per avvocato di un inesistente studio legale, inviava la richiesta di risarcimento del danno subito in un incidente stradale, trasmettendo copia falsificata della carta di circolazione unitamente a dichiarazioni testimoniali false e rilasciate da persone inesistenti, trasmettendo documenti di identità falsi, copie di patenti di guida con apposte foto di persone che si ritiene possano essere state estrapolate da giornali nelle pagine relative ai necrologi.

Qualora le compagnie di assicurazione ritenessero di periziare i danni subiti, l’arrestato produceva l’atto di vendita del veicolo a terza persona inesistente o straniera che nel frattempo aveva trasferito il mezzo all’estero, esibendo scatti fotografici dei danni subiti. Le compagnie di assicurazione sovente risarcivano il danno a mezzo di bonifico bancario anche fino a 2500 euro. Tali conti correnti erano tutti relativi a banche on-line e gli stessi erano stati accesi mediante la esibizione di false carte d’identità.

Le indagini hanno permesso di emettere il decreto di sequestro di ben sei conti correnti, di cui due stranieri e di numerose carte di debito e pagamento con cui prelevare denaro contante negli sportelli Bancomat. Gli investigatori proprio seguendo il flusso di denaro e incrociando i dati, sono giunti all’identificazione del truffatore seriale.

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