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Gianpietro, il tifoso che si è tatuato Gasperini sul braccio: “Ci regalerà lo scudetto”

La storia di Gianpiero Pellegrinelli, 46enne di Dalmine che si è fatto disegnare il tecnico nerazzurro sul braccio: "Lo amo"

C’è chi si tatua sul proprio corpo il volto di un cantante, il verso di una poesia, il titolo di un film, lo stile maori. E chi, invece, sceglie di disegnarsi per sempre sulla pelle un allenatore di calcio. Come ha fatto Gianpietro Pellegrinelli, 46 anni, di Dalmine, che si è tatuato sul braccio il mezzobusto del tecnico dell’Atalanta Gasperini.

“Non ho molti tatuaggi sul corpo – spiega Pellegrinelli -, e quelli che ho deciso di farmi sono lì per un motivo particolare. So che può sembrare una leggerezza, molti amici mi hanno messo in guardia dicendomi che mi sarebbe rimasto per sempre, che un giorno il mister non sarà più l’allenatore della Dea. Ma a me questo non interessa”.

E quando l’Atalanta cambierà allenatore? Il tifoso bergamasco non ha dubbi: “Sarà come divorziare dalla moglie dopo un grande amore: non è più tua moglie, ma resterà per sempre la mamma dei tuoi figli”.

Così, dopo tre tatuaggi (dedicati a moglie, figlio e Dea), il 46enne di Dalmine ha scelto di farsi disegnare il mezzobusto di Gasperini sul braccio: “Per me, che seguo l’Atalanta praticamente da 40 anni – racconta -, rappresenta quello che è Maradona per i napoletani: un dio. Calcisticamente parlando, sono innamorato di lui. Ci sta regalando un sogno, ci sta portando dove mai nessuno è riuscito a portarci”.

Pellegrinelli con Gasperini a Zingonia
Tatoo Gasperini
Tatoo Gasperini

L’entusiasmo è così tanto che Pellegrinelli non si pone limiti: “Penso che Gasperini ci possa anche regalare lo scudetto – dichiara -, me lo sento. È una sensazione fortissima, la stessa che provavo nel 2011 quando, dopo il ritorno in A, dissi a Percassi che ci avrebbe portati in Europa”.

“Quando dai giornali ho appreso che Gasperini poteva venire a Bergamo ero felicissimo – ricorda il tifoso dalminese -. Ricordo che agli amici lo dissi subito: se viene all’Atalanta, per noi è un lusso. Dei conoscenti di Genova me lo confermarono subito: il Gasp è un grande allenatore e un grande uomo. L’abbiamo scoperto anche noi, a forza di successi e di soddisfazioni. Sembra un duro, ma sotto sotto è una persona dolce: l’ho capito vedendo la sua commozione quando ha ricevuto la cittadinanza onoraria a Bergamo”.

Tatoo Gasperini

Il tatuaggio col mezzobusto del Gasp è stato fatto mercoledì 2 ottobre, il giorno dopo l’amaro ko di Champions con lo Shakhtar: “Ero deluso dopo quella sconfitta – spiega Pellegrinelli -, per questo fare quel tatuaggio ha avuto un valore anche simbolico. Perché a fianco dell’Atalanta – e di Gasperini – si sta anche nei momenti poco felici”.

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