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Nastri rossi e rose bianche per l’ultimo saluto a Zina, uccisa a 36 anni dal marito fotogallery

Mentre in paese è lutto cittadino, si svolge sotto una cappa di dolore il funerale della mamma di origine moldava, accoltellata a morte dal marito

Mentre in paese è lutto cittadino, si svolgono sotto una cappa di dolore e anche rabbia i funerali di Zinaida Solonari, la 36enne di origine moldava accoltellata a morte dal marito Maurizio Quattrocchi a Cologno al Serio.

Sul feretro della donna un mazzo di rose bianche. Alle caviglie dei presenti un nastro rosso, simbolo della lotta alla violenza contro le donne.

La chiesa parrocchiale di Cologno è gremita per il funerale, celebrato con rito ortodosso. In prima fila ci sono le figlie di Zinaida: di 8, 12 e 16 anni. A poca distanza da loro il sindaco Chiara Drago.

“Scappate a gambe levate da chi vuole controllarvi – ha detto padre Traian durante l’omelia -. Non permettete a nessuno di togliervi la dignità e la libertà. Scappate da chi vi aggredisce, magari prima verbalmente, poi con i primi schiaffi. Bambini e bambine, uomini e donne, tutti devono scappare da queste situazioni, perché nessuno deve toglierci la libertà”.

Zina Solonari è stata uccisa con quattro fendenti: quello fatale, come ha confermato l’autopsia svolta nella camera mortuaria dell’ospedale Papa Giovanni XXIII, l’ha raggiunta alla gola mentre le altre l’hanno colpita alla coscia. Tra lei e il marito potrebbe esserci stata una discussione animata, poi degenerata: lo testimonierebbero anche alcune escoriazioni trovate sul corpo di Zina e il fatto che le chiavi della sua auto, una Jeep Grand Cherokee, siano state ritrovate a qualche metro di distanza dal luogo del delitto.

Intanto il marito, che ha confessato, resta in carcere, in isolamento, ancora in stato confusionale: ad oggi non si sarebbe ancora relazionato con nessuno all’interno del penitenziario, dagli altri detenuti al cappellano, solitamente prima figura di conforto.

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