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Venerdì l’ultimo saluto a Zina con rito ortodosso: lutto cittadino a Cologno

I funerali si svolgeranno alle 10 nella chiesa parrocchiale, celebrati da un sacerdote ortodosso: il marito in carcere in isolamento.

Si svolgeranno alle 10 di venerdì 11 ottobre i funerali di Zinaida Solonari, la 36enne di origine moldava accoltellata a morte dal marito Maurizio Quattrocchi a Cologno al Serio: dopo il nulla osta dato dal pm Letizia Ruggeri, il rito sarà celebrato nella chiesa parrocchiale da un sacerdote ortodosso, invitato da don Emilio Zanoli.

Sarà l’ultimo saluto alla giovane mamma di tre figlie, uccisa con quattro fendenti: quello fatale, come ha confermato l’autopsia svolta nella camera mortuaria dell’ospedale Papa Giovanni XXIII, l’ha raggiunta alla gola mentre le altre l’hanno colpita alla coscia.

Tra lei e il marito potrebbe esserci stata una discussione animata, poi degenerata: lo testimonierebbero anche alcune escoriazioni trovate sul corpo di Zina e il fatto che le chiavi della sua auto, una Jeep Grand Cherokee, siano state ritrovate a qualche metro di distanza dal luogo del delitto.

Intanto Maurizio Quattrocchi resta in carcere, in isolamento, ancora in stato confusionale: ad oggi non si sarebbe ancora relazionato con nessuno all’interno del penitenziario, dagli altri detenuti al cappellano, solitamente prima figura di conforto.

In occasione dei funerali della donna, a Cologno al Serio sarà proclamato lutto cittadino, come già annunciato in un lungo post su Facebook dal sindaco Chiara Drago.

Sull’ultimo caso di femminicidio avvenuto in provincia di Bergamo è intervenuta anche la Cgil, che ha posto l’attenzione sull’importanza di “promuovere una cultura delle parole corrette. Da parte delle istituzioni si devono poi mettere in campo iniziative che proteggano le donne nel momento in cui decidono di denunciare – hanno sottolineato Luisella Gagni e Gianni Peracchi -. Devono essere protette sin dall’inizio e nella fase di allontanamento dal soggetto violento. Per loro, quando necessario, si devono avviare percorsi di recupero dell’autonomia economica e dell’indipendenza, conquiste preziose, come anche il recupero dell’autostima. Si deve, poi, prevedere la certezza della pena per i soggetti violenti, senza alcuna attenuante. Ci stringiamo intorno ai familiari di Zinaida, e in particolare alle tre figlie”.

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