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Maltrattamenti, boom di denunce: più di 2 casi al giorno dopo il codice rosso

Già 137 i fascicoli in Procura dopo la Legge dello scorso 9 agosto

L’impennata più alta riguarda i fascicoli per maltrattamento. I 323 del 2018 sono diventati 491 nel 2019 (dato aggiornato al 23 settembre, ultimo disponibile). Di questi, 137 sono stati iscritti dopo l’entrata in vigore del “codice rosso”: nome-slogan della legge che dal 9 agosto impone alle forze di polizia di comunicare immediatamente alla Procura le notizie di reato, proprio per favorire un percorso prioritario nel trattare i procedimenti a tutela delle vittime. A Bergamo fanno quasi il 30 per cento del totale, più di due al giorno (senza contare quelli per violenza sessuale e stalking). Non poco, considerando il dibattito in corso sulla Legge: le vittime, secondo le nuove norme, devono essere sentite dal pm entro 3 giorni dall’iscrizione della notizia di reato. Questo, da un lato, può favorire le denunce, ma dall’altro affollare gli uffici giudiziari con una valanga di casi da trattare in tempi stretti. Tutti insieme e con la stessa urgenza, ovviamente, non si può. E sotto una pioggia di denunce diventa anche difficile effettuare una scrematura: ovvero capire quali abbiano carattere prioritario e quali meno.

Il tema è stato affrontato dal procuratore aggiunto Maria Cristina Rota, durante la conferenza stampa sull’omicidio di Zina Solonari, la 36enne uccisa a coltellate dal marito Maurizio Quattrocchi. “Dal primo al cinque ottobre – ha fatto sapere – sono state trasmesse in Procura 35 segnalazioni tra stalking e violenze”. Che si sommano alle 7 arrivate soltanto nella giornata di ieri. Un quantitativo non indifferente.

Come uscirne? “Con una maggiore formazione delle forze dell’ordine” suggerisce il procuratore. Ad esempio rivela l’esistenza di un vademecum per indirizzare gli operatori nella fase di approccio, ascolto e inquadramento delle potenziali vittime di violenza: fisica, verbale o psicologica che sia.

Ma il trend delle segnalazioni è comunque in aumento, a prescindere dall’entrata in vigore del “codice rosso”. Gli ultimi dati disponibili parlano di un più 15 per cento delle iscrizioni per stalking (197 al 23 settembre 2019) e del 25 per cento per violenza sessuale, compresa quella su minori (130). Dati che, ovviamente, vanno interpretati: si tratta di un effettivo aumento di violenze e maltrattamenti, oppure di una maggiore tendenza a denunciare casi che prima restavano nell’ombra?.

Negli uffici della Procura ieri ha anche debuttato lo Sportello Pubblico contro la Violenza sulle Donne. Ogni lunedì, dalle 9 alle 12, due avvocati esperti in materia e selezionati dal Consiglio dell’Ordine offriranno consulenza giuridica di indirizzo a chiunque ne faccia richiesta (il servizio, in precedenza, era attivo negli spazi del Lazzaretto: in un anno e mezzo vi si sono rivolte 45 persone, il 60 per cento per maltrattamenti).

“Contro i femminicidi – commenta l’avvocato Barbara Carsana, referente del progetto – non facciamo abbastanza. Facciamo leggi restrittive, ma non diamo alcuna risorsa. Non lo consideriamo nemmeno un tema politico da prendere sul serio, perché definiamo emergenza un fenomeno ormai stabile da oltre dieci anni. E perché continuiamo a non credere sino in fondo alle paure e alle richieste delle donne, perché non riusciamo ad offrire protezione nell’immediatezza della querela”.

Negli ultimi giorni anche Zina Solonari si era presentata dai carabinieri per denunciare il marito. Due volte, il 23 settembre e giovedì 3 ottobre, tre giorni prima dell’omicidio, dopo aver riferito di essere stata aggredita. A quel punto, su suggerimento dei carabinieri, si era trasferita nella villetta della sorella insieme alle figlie di 8, 12 e 16 anni. Un allontanamento che non è bastato a frenare l’ira del 47enne, negli ultimi tempi in preda a delle “crisi di gelosia”. Addirittura, i carabinieri hanno riportato di essere passati da via Alberto da Giussano a Cologno al Serio soltanto due ore prima dell’omicidio, proprio per controllare che tutto fosse in ordine all’abitazione della sorella.

Zina, con i suoi 36 anni, è solo l’ultima di una triste lista. Nel 2019, in provincia di Bergamo, sono state uccise anche Stefania Crotti, 42enne mamma di Gorlago, e Marisa Sartori, 25enne di Curno.

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