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Il marito di Zina confessa l'omicidio: "Il mostro della gelosia mi ha trasformato" - BergamoNews
L'interrogatorio

Il marito di Zina confessa l’omicidio: “Il mostro della gelosia mi ha trasformato”

Il gip ha convalidato l’arresto e confermato il carcere. Mercoledì è in programma l'autopsia sul cadavere della vittima

“Il mostro della gelosia mi ha fatto diventare un animale. Ho colpito mia moglie ma non volevo ucciderla”. Con queste parole Maurizio Quattrocchi ha ammesso l’omicidio di Zinaida Solonari, la 36enne ammazzata con quattro coltellate nella notte tra sabato 5 e domenica 6 ottobre a Cologno al Serio.

Il 48enne, in cella con l’accusa di omicidio aggravato, martedì mattina è stato sottoposto all’interrogatorio di convalida dal giudice per le indagini preliminari Federica Gaudino. In lacrime, ha subito detto che la donna non si meritava di fare quella fine e poi ha chiesto delle tre figlie di 16, 12 e 8 anni, rimaste senza una mamma e con un papà in carcere.

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L’uomo, difeso dall’avvocato (d’ufficio) Roberta Campana, per la prima volta dopo il suo arresto di domenica sera a Martinengo, durante un disperato tentativo di fuga, ha parlato, per un quarto d’ora, e ha raccontato di quella relazione diventata burrascosa, fino al tragico epilogo di sabato notte quando ha ucciso la consorte con due fendenti alla coscia e altri due al collo.

“Quando ad agosto siamo tornati dalle vacanze – le sue parole – Zina mi ha detto che voleva lasciarmi. Pensavo scherzasse e l’ho presa sottogamba, ma con il passare dei giorni non ci ho più visto. Ho iniziato a essere geloso e abbiamo cominciato a litigare, anche in modo animato”.

Il 23 settembre, in particolare, tra i due c’è un pesante diverbio. La sera stessa la donna, con la sorella Oxana e il cognato – cugino di Quattrocchi – , si reca dai carabinieri a denunciare per la prima volta il marito.

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Il 3 ottobre arrivano anche le minacce di morte e Zinaida torna dai militari. Su loro consiglio si trasferisce con le figlie a casa della sorella, in via Alberto Da Giussano. Sabato notte il raid dell’uomo, armato di un coltello serramanico: “Non ricordo se l’ho portato da casa o se l’ho trovato lì. L’ho colpita ma non volevo ucciderla”.

Il gip ha convalidato l’arresto e confermato la misura cautelare del carcere. Mercoledì è in programma l’autopsia sul cadavere della vittima.

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