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Il riscatto agevolato della laurea: 900 le domande a Bergamo, ecco come si fa

Il costo di un anno di riscatto è nel 2019 pari a euro 5.240. L’onere è deducibile fiscalmente per il calcolo delle imposte e può anche essere rateizzato in 120 rate mensili.

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Quasi 900 domande, con una crescita rispetto all’anno precedente del 18,6%. Il riscatto agevolato della laurea fa proseliti a Bergamo e in provincia.

Il Decreto-legge n. 4 del 28 gennaio 2019, convertito con modifica dalla L. 26/2019, ha introdotto una serie di nuove disposizioni in materia previdenziale, tra cui una misura relativa al riscatto agevolato della laurea, ovvero, il riconoscimento degli anni di studio universitari ai fini pensionistici, che prevede il pagamento di una somma a forfait per ogni anno che si intende riscattare.

La novità prevede, in via sperimentale per il triennio 2019-2021, che gli iscritti all’INPS privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e non già titolari di pensione, hanno la possibilità di riscattare, in tutto o in parte, gli anni del corso di laurea per i periodi antecedenti il 29 gennaio 2019, che non siano già coperti da contribuzione di qualunque tipo, ad un valore prestabilito, molto inferiore rispetto alle modalità ordinarie.

Il periodo massimo riscattabile è pari a 5 anni, anche non continuativi. Il periodo di riscatto parte dal 1° novembre dell’anno di iscrizione all’università e vale al massimo per la durata legale del corso, pertanto gli anni «fuori corso» non sono riscattabili.

Il riscatto della laurea consente di aumentare i propri contributi previdenziali avvicinandosi più rapidamente alla pensione e aumentando, in alcuni casi, l’importo dell’assegno pensionistico. L’istituto consente di versare all’Inps quanto dovuto in contributi previdenziali per gli anni di studio come se fossero stati, invece, impiegati al lavoro.

Gli aspetti principali da tenere presente in generale, al fine di poter operare il riscatto della laurea, sono i seguenti:

– il titolo di studio deve essere stato effettivamente conseguito;

– può essere richiesta sia da lavoratori occupati che inoccupati;

– le somme versate per il riscatto della laurea sono deducibili dalle imposte dovute, oppure anche detraibili al 19% se sostenute dai genitori per i figli.

I titoli di studio riscattabili ai fini previdenziali sono: diploma universitario (corso di laurea da due a tre anni); diploma di laurea triennale, quadriennale vecchio ordinamento o a ciclo unico; laurea specialistica; dottorato di ricerca; titoli di studio rilasciati dagli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale a decorrere dall’anno accademico 2005/2006; titoli di studio conseguiti all’estero ma solo se rilasciati da Istituti in Paesi che hanno accordi di reciprocità con l’Italia o espressamente riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Di seguito vediamo le differenze tra il riscatto di laurea ordinario e quello agevolato previsto dal Decreto-legge n. 4 del 28 gennaio 2019.

Il riscatto di laurea ordinario del corso legale degli studi universitari, è accessibile ai lavoratori dipendenti iscritti alle Gestioni Inps a condizione che il lavoratore abbia già un contributo accreditato nella Gestione. Per quanto riguarda i costi di riscatto, questi variano in base a quando si colloca il periodo di studi, nello specifico se questo si colloca in un periodo di competenza del metodo di calcolo pensionistico retributivo, sarà determinato in base alla cosiddetta “riserva matematica”.

Vi può essere anche un metodo misto il quale per i periodi prima del 1996 che ricadono nel metodo di calcolo retributivo, il riscatto del periodo di laurea corrisponderà a un valore pari all’incremento generato dal riscatto sulla pensione liquidata dalla Gestione. Tale valore viene moltiplicato per un coefficiente determinato sulla base di: sesso, età e stato del cittadino. Per i periodi di competenza del metodo contributivo il calcolo del riscatto degli anni collocati dopo il 1995 viene stabilito un sistema “a percentuale”. L’onere viene determinato risalendo alle ultime 52 settimane di contributi da lavoro effettivo, e applicando al relativo imponibile previdenziale un’aliquota pari al 33-34%.

Il nuovo riscatto agevolato previsto dall’articolo 20 del D.L. 4/2019, convertito nella Legge n. 26 del 28 marzo 2019), rende disponibile la facoltà di riscatto a un importo “bloccato” a 5.240 euro per ogni anno. Gli anni di studio dovranno collocarsi a partire dal 1996, trovandosi così nel periodo di competenza del metodo di calcolo contributivo. Il costo del riscatto per i periodi da
valutare col sistema contributivo è dunque forfettario; non viene calcolato in base alla retribuzione o al reddito, ma al minimale artigiani e commercianti a cui applicare l’aliquota di finanziamento della gestione previdenziale dei lavoratori dipendenti pari al 33%, rapportando il tutto al periodo da riscattare. Il minimale per il 2019 è pari a euro 15.878 che moltiplicato per il 33%, determina euro 5.240. Dunque il costo di un anno di riscatto è nel 2019 pari a euro 5.240. L’onere è deducibile fiscalmente per il calcolo delle imposte e può anche essere rateizzato in 120 rate mensili.

Considerato ad esempio:

– un soggetto che nel 2019 ha 45 anni con una laurea quinquennale dal 1996 al 2000, un imponibile di euro 60.000 (ultime 52 settimane), e una aliquota IVS vigente del 33%. Con il metodo ordinario il costo di un anno di riscatto sarà pari a euro 19.800 (60.000 x 33%), per un totale del costo del riscatto pari a euro 99.000 (19.800 x 5). Con il nuovo metodo il costo annuale sarà di
5.240 (15.878 x 33%), per un totale di euro 26.200.

– un soggetto di 30 anni con un corso di laurea di tre anni, ed un imponibile di euro 17.000 (ultime 52 settimane) con il metodo ordinario avrà un costo annuale di euro 5.610, con il metodo agevolato un costo di euro 5.240 annuale.

L’immagine di copertina è di MD Duran on Unsplash

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