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Tunnel paramassi al Bögn, c’è il progetto alternativo: una passerella ciclopedonale sull’acqua fotogallery

La proposta dell'Associazione Amici del Sebino alla Sovrintendenza: "Sicura e rispettosa dell'ambiente". Costo stimato dei lavori: 320 mila euro

In estate ci hanno messo la testa una dozzina di professionisti tra architetti, tecnici e ingegneri. L’Associazione Amici del Sebino ha presentato alla Sovrintendenza di Brescia un progetto alternativo alla galleria paramassi al Bögn di Riva di Solto, uno dei luoghi più suggestivi del lago d’Iseo sia dal punto di vista paesaggistico che ambientale, con le ripide pareti rocciose che si tuffano a strapiompo nelle acque del golfo.

Il progetto prevede la realizzazione di una passerella ciclo-pedonale larga 2 metri e mezzo e lunga 170, che mira a scalzare la discussa galleria di 55 metri in cemento armato proposta dall’amministrazione comunale. “Il preventivo di spesa dei lavori, compresi oneri di sicurezza, iva e spese tecniche è pari a circa 320 mila euro” fa sapere l’associazione (qui sotto le foto).

“Si tratta di un’alternativa che tiene conto della rigorosa messa in sicurezza del tracciato, come del massimo contenimento dell’impatto ambientale – spiega il presidente Giuseppe Meroni, affiancato da Norma Polini, capogruppo dell’opposizione -. Nessuna galleria, nessuna copertura del cielo, nessuno sfregio alle linee rocciose del Bögn – aggiunge -. Piuttosto un’ampia via di transito sospesa sull’acqua, percorribile da pedoni e ciclisti e accessibile ai portatori di handicap, con punti di osservazione e aperta sulla spiaggetta frequentata in estate dai bagnanti”.

Meroni illustra quella che secondo lui è la filosofia che caratterizza il progetto. “Il Bögn non dev’essere solo un luogo di transito, ma un luogo di visita e contemplazione. La nostra soluzione, al contrario della galleria in cemento armato, apre il luogo allo sguardo, esaltandone l’unicità. In tutto il mondo – osserva – i manufatti più recenti sono realizzati per guidare le persone nei luoghi naturali più incantevoli, e sono studiati per essere degli oggetti di attrazione turistica: a nostro modo di vedere, vale anche per l’idea che proponiamo”.

Quanto alla sicurezza “il tracciato previsto ‘a lago’, in parte sul sedime esistente e in parte su pali, è a distanza di sicurezza rispetto alla eventuale caduta di massi – si legge nella relazione tecnica del progetto – mentre un sistema di reti di contenimento ‘a terra’ (integrato con quanto già previsto dal progetto dell’amministrazione comunale, ndr) assolve in modo sostanzialmente ‘invisibile’ al compito di un ulteriore e maggiore contenimento di eventuali detriti”.

In base alla morfologia del territorio e alle peculiarità del luogo, la passerella verrebbe posta a circa 1,70 metri sul livello medio dell’acqua (nel tratto sul lago, ndr). Il percorso comincerebbe dove oggi ci sono i new jersey in cemento, per terminare all’inizio della spiaggetta “permettendo la fruibilità della stessa e innestandosi sulla strada 469, come indicato dalla Provincia”. Oltre alla passerella è prevista la realizzazione di un “fossato paramassi” lungo tutto il tratto di strada esistente, sempre dove sono posizionati i jersey. Uno spazio che sarebbe poi reso definitivamente inaccessibile, realizzato con una rete paramassi poggiata su un muretto di sostegno alto 1 metro, rivestito in pietra locale e fissato con funi di ancoraggio.

la passerella dell'Associazione Amici del Sebino
Galleria Bogn

L’accesso alla passerella, dal lato verso Riva di Solto, è pensato creando uno slargo attrezzato con tavoli, panche e una rampa di collegamento con pendenze del 5% lunga circa 65 metri posata su terrapieno. Da qui la passerella prosegue su pali in acciaio vibroinflissi, snodandosi per 70 metri a una distanza dalla roccia di 10-12 metri. Il tratto successivo, di circa 35 metri, raggiunge il pianoro dove è posizionata una cabina dell’Enel, sempre con pendenza del 5% e sempre su terrapieno. Il percorso ciclopedonale si immette poi sulla Strada 469, in direzione Lovere.

La struttura portante è completamente in acciaio di profilati su pali del diametro di 220 millimetri e lunghezza di circa 10 metri, infissi nel fondale del lago e controventati. Le barriere di protezione laterale sono in acciaio con corretti in tondino pieno. Il corrimano è in profilato sagomato e fermapiede di protezione. Il piano di calpestio è in doghe di materiale antiscivolo composito legno e polipropilene in stile ‘greenwood’, fissate con viti mordenti.

L’opera verrebbe completata dall’impianto di illuminazione lungo la passerella in acqua, mentre per i percorsi e gli spazi a terra si parla di punti luce a led. Anche l’arredo urbano prevede l’utilizzo di “materiali riciclabili per non snaturare la bellezza delle possenti pareti rocciose”. Inoltre, all’uscita della piccola galleria, si ipotizza di realizzare un punto di osservazione, come un pontile sopraelevato che permette di ammirare la baia senza uscire a sbalzo sulla stessa.

“I professionisti che hanno realizzato il progetto – puntualizza Meroni – si sono impegnati a titolo gratuito. Offriamo il loro e il nostro lavoro non solo alla comunità di Riva di Solto, ma di tutto il Sebino, compresi quei sindaci e quelle istituzioni che hanno espresso perplessità se non opposizione alla proposta iniziale”, che ha incassato critiche da Legambiente, dalla Commissione paesaggio del Comune e dalla Regione, che il 26 luglio ha approvato un ordine del giorno presentato dal M5S chiedendo “una soluzione maggiormente condivisa ” per quanto riguarda il progetto.

La Conferenza dei Servizi, chiamata ad esprimersi definitivamente, è stata fissata per il giorno 30 dicembre. “Siamo certi che il buon senso – conclude Meroni – prevarrà su quella che Bruno Bozzetto ha definito cecità culturale”. Anche il noto disegnatore, molto legato a Riva di Solto, aveva bocciato l’opera con una vignetta diffusa sui social. Si racconta infatti che l’anfiteatro naturale del Bögn abbia ispirato il genio di Leonardo Da Vinci, per questo Bozzetto aveva giocato sull’ironia, pubblicando l’immagine della Gioconda con alle spalle il discusso tunnel.

L’amministrazione, guidata dalla sindaca Nadia Carrara, si è sempre difesa sostenendo di avere fatto tutto secondo le regole per garantire piena sicurezza, in accordo con la Sovrintendenza. “Soluzioni alternative sono state valutate anche sulla scorta delle valutazione geologiche – la posizione del Comune – ma data la conformazione e l’altezza del fronte di versante da proteggere non ce ne sono di tecnicamente plausibili”.

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