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“Via Tiraboschi è un tassello della mobilità in centro, in quest’ottica va letta”

Gli assessori Stefano Zenoni e Marco Brembilla, che si occupano di mobilità e lavori pubblici rispondono all'associazione Pedalopolis

La rinnovata via Tiraboschi nel centro di Bergamo è stata criticata dall’associazione Pedalopolis che l’ha definita “un’occasione persa“.

Gli assessori Stefano Zenoni e Marco Brembilla, che si occupano di mobilità e lavori pubblici rispondono.

I contributi che aiutano a riflettere e a migliorare l’operato dell’Amministrazione sono sempre ben accetti. Crediamo che sul tema specifico di Via Tiraboschi siano utili alcune precisazioni. L’intervento ormai completato ha messo al centro il tema della pedonalità in una delle vie centrali della nostra città. Via Tiraboschi ha oggi i marciapiedi che si merita in un’ottica di qualità dello spazio pubblico, di vivibilità urbana e anche di mobilità sostenibile (di cui la pedonalità e la sicurezza del transito per i pedoni sono parti essenziale).

La condizione precedente non era all’altezza dell’importanza di tale strada. Allo stesso tempo tale via resta il principale passaggio delle linee di trasporto pubblico locale nel centro cittadino, elemento che ha condizionato le scelte progettuali. Infine, non dobbiamo dimenticare le legittime esigenze dei residenti e dei commercianti della zona e dell’accessibilità loro necessario per le diverse esigenze, ivi compreso il carico/scarico. Crediamo doveroso e legittimo che un’associazione particolarmente sensibile al tema sottolinei l’aspetto della ciclabilità, già parte importante delle nostre riflessioni, ma al contempo non unica. In tale senso la definizione di “occasione persa” ci pare sbagliata.

Riteniamo però che sia importante proseguire la riflessione su questa porzione del centro cittadino ampliando il ragionamento classico sulla progressiva pedonalizzazione del “Sentierone allungato” (Piazza Pontida, Via XX Settembre, Piazza Matteotti, Via Tasso) con una riflessione su quello che potremmo definire il “Sentierone allargato”, che possa includere nel pensiero anche l’area di Via Zambonate, Via Tiraboschi, Via Paglia, Via Ghislanzoni ecc., ovvero le aree limitrofe a Via XX Settembre che meritano attenzione e qualità dello spazio. Non a caso il miglioramento di alcune di queste vie è contenuto nel programma elettorale.

In queste riflessione e con questo respiro geografico, di cui l’intervento di via Tiraboschi è solo un primo tassello, va incluso un più generale ripensamento della mobilità, dell’accessibilità veicolare, dei flussi di traffico, dei sensi unici. In questo contesto è fondamentale riprendere il tema della sicurezza ciclabile nella percorrenza est/ovest, sicurezza raggiungibile attraverso percorsi dedicati, ma anche attraverso la riduzione dei flussi veicolari in generale, l’istituzione di zone a traffico limitato e/o rallentato, una corretta sinergia tra i diversi assi paralleli (di cui uno, quello di Via XX Settembre/Sentierone già oggi in condizione di sicurezza per i ciclisti, benché il contesto promiscuo non consenta la pedalata veloce).

Su questo concordiamo con diversi spunti della lettera dell’associazioen e riteniamo che questa sia la corretta prospettiva strategica del biciplan, se intesa come integrata all’interno dell’insieme delle politiche perseguite dall’Amministrazione.

 

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