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Foppolo-Carona: due proposte per salvare la stagione invernale

La giunta della Comunità Montana proporrà due ipotesi ai curatori fallimentari, per evitare la chiusura del comprensorio Alcuni imprenditori interessati alla gestione in affitto dell'intero comprensorio

Un quarto esercizio provvisorio oppure la garanzia di un privato per la gestione della prossima stagione invernale. Queste le due proposte che la giunta della Comunità Montana Valle Brembana farà ai curatori fallimentari, per scongiurare la chiusura del comprensorio sciistico di Foppolo e Carona in vista nell’imminente stagione invernale. Ipotesi emerse in seguito a una riunione tra diversi sindaci della Valle Brembana, che si è svolta nella serata di mercoledì 2 ottobre.

Proposte arrivate in seguito all’ennesima asta andata deserta per gli impianti di Carona, ovvero le piste e le seggiovie Alpe Soliva, Conca Nevosa e Valgussera della Brembo Super Ski, società dei comuni di Foppolo, Carona e Valleve fallita nel febbraio 2017, attualmente gestita dai curatori Anna Maria Angelino, Alberto Carrara e Federico Clemente.

La prima proposta sarà una richiesta ai curatori fallimentari per valutare un quarto esercizio provvisorio (anche se questa ipotesi è già stata esclusa dagli stessi curatori). Una seconda ipotesi riguarda invece l’opportunità di un affitto di ramo d’azienda, senza obbligo d’acquisto, da parte di un privato che porti le necessarie garanzie per la gestione durante la stagione invernale alle porte.

Proposte che verranno inoltrate dalla giunta della Comunità Montana ai curatori con una lettera firmata dai sindaci, in seguito ad una delibera di giunta che seguirà la riunione di martedì 8 ottobre.

In modo particolare, il quarto esercizio provvisorio potrebbe vedere l’impegno di alcuni impiantisti e imprenditori interessati alla gestione dell’intero comprensorio, per la vicina stagione invernale, con affitto senza obbligo d’acquisto. Secondo quanto trapelato, gli imprenditori interessati sarebbero già direttori di altri comprensori della Bergamasca e del Bresciano. Un impegno che permetterebbe la riapertura degli impianti, in attesa di una nuova asta, prevista tra dicembre di quest’anno e l’inizio del 2020.

“Due proposte” – spiegano alcuni componenti della giunta della Comunità Montana, “che saranno propedeutiche ad un piano strategico più ampio, che possa guardare ad un rinnovamento dell’intero comparto-neve all’interno della nostra valle”.

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