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I dazi Usa preoccupano i produttori di Bergamo: “Il formaggio sarà bene di lusso”

Il Grana Padano Dop viene prodotto da cinque aziende bergamasche. Maroni: "Con le nuove misure il prezzo negli States andrà alle stelle"

Creeranno grossi problemi al mercato del formaggio italiano e anche ad alcuni produttori bergamaschi i dazi che Donald Trump ha imposto all’Europa.

La misura è voluta dal presidente degli Stati Uniti come risposta agli aiuti europei al consorzio Airbus, grande rivale dell’americana Boeing. Il settore è quello aerospaziale, i dazi cosiddetti “compensativi”, però, andranno a colpire una vasta gamma di merci, agroalimentare compreso.

Le ripercussioni, dopo che il Wto ha dato il via libera ai dazi american, potrebbero essere immediate: con le nuove tariffe doganali il prezzo di Grana Padano e Parmigiano Reggiano rischia di passare sugli scaffali americani dai 40 ai 60 dollari al chilo. Col rischio di perdere fino al 90% del mercato Usa.

I dati dicono che l’export negli States per questi due prodotti rappresenta l’8% sul totale, e perdere quella fetta da un giorno all’altro potrebbe avrebbe ripercussioni serie su tutto il settore del latte italiano.

Il Grana Padano Dop, ad oggi, viene prodotto da cinque aziende casearie di Bergamo: tre nella Bassa tra Pontirolo, Romano di Lombardia e Cividate al Piano; due a Lallio. È il formaggio Dop più consumato al mondo.

“Rischiamo di diventare, noi italiani, un mercatino delle pulci negli States” è l’allarme lanciato da Francesco Maroni, imprenditore del settore, direttore di Latteria Branzi e presidente di Progetto Forme, il grande evento sul formaggio italiano ed europeo in programma a Bergamo dal 17 al 20 ottobre.

Francesco Maroni, presidente di Progetto Forme
Francesco Maroni

“Grana e Parmigiano sono prodotti che, vista la logistica, in quei posti hanno un costo già alto per il consumatore finale – spiega Maroni -. Non potrebbe essere altrimenti: lo spostamento costa parecchio e il prezzo a cui vengono proposti oggi non potrebbe essere più basso. Con i dazi il rischio è che i nostri formaggi diventino beni di lusso per gli americani”.

“Il Grana è un veicolo: chi lo porta negli States propone anche altri prodotti – continua Maroni -. Questo sistema penalizzerà Grana, Parmigiano e tanto altro made in Italy del comparto agroalimentare. E sì, ci darà grossi problemi”.

La situazione è già di per sé problematica. Il mercato del tarocco – e si parla di un giro d’affari di 2 miliardi di euro fuori Europa a forza di marchi in stile “parmesan”, “parmezano” e “parmesao” – continua a crescere. Con i dazi di Trump i falsi-fotocopia rischiano di diffondersi ancora di più, di trovare la strada completamente libera: “Anche perché fuori dall’Europa marchi come le Dop non vengono riconosciuti” sottolinea Maroni.

Il Grana Padano è il formaggio Dop più consumato al mondo
Grana padano

“La riflessione deve essere spinta come sistema – spiega -. Grana e Parmigiano non possono, da soli, alzare la voce. È il formaggio italiano, compatto, che deve muoversi per creare un impatto. Noi come Progetto Forme cerchiamo di essere la voce del formaggio italiano, che mai come ora ha bisogno di un movimento che lo tenga unito”.

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