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Atalanta, cuore e coraggio non bastano: fin qui, è una Champions amarissima - BergamoNews
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Atalanta, cuore e coraggio non bastano: fin qui, è una Champions amarissima fotogallery

Il ko al 95' è una beffa per i nerazzurri, che pagano anche il rigore sbagliato. E San Siro applaude i Gasp boys

Vince sicuramente il pubblico: prima, durante e dopo la partita, quando dopo qualche fischio di rabbia agli avversari i tifosi bergamaschi hanno applaudito la squadra. Giocatori stremati, col morale a pezzi per una sconfitta che arriva all’ultimo secondo e trasforma il cammino Champions in una montagna.

Ma nerazzurri a testa alta, battuti anche per la loro generosità, per aver provato fino all’ultimo a vincere e quindi essersi esposti al contropiede dei brasiliani/ucraini.

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Ecco, se non è l’esperienza che pesa (secondo Gasperini) sul risultato, però la furbizia un po’ sì, o semplicemente il ricorso a un’arma che è stata per molto tempo la preferita dalle squadre italiane, cioè il contropiede. Perché lo Shakhtar non fa molto di più dell’Atalanta, anzi per qualche sprazzo di partita subisce l’assalto della banda Gasp.

E forse l’unico vero torto dei nerazzurri è quello di non saper trasformare in gol quei primi 20 minuti che altre volte sono stati una palla al piede o un problema per l’Atalanta. Stavolta invece, anche per l’effetto San Siro, per la spinta incredibile del suo pubblico, l’Atalanta fa girar la testa allo Shaktar.

Non riesce, purtroppo, a cogliere l’attimo: Ilicic si procura il rigore e va anche a calciarlo. E se lo fa parare.

Atalanta-Shakhtar
Il calcio di rigore sbagliato da Ilicic

Poi l’Atalanta, che ha sempre una forza morale straordinaria, fa comunque gol per prima, grazie a una testata del suo bomber principe, Zapata. Ma indubbiamente il rigore fallito pesa tantissimo perché a questi livelli, all’università del calcio, ogni errore si paga. Soprattutto se la partita viaggia poi sul filo dell’equilibrio, con tante emozioni e la strada della vittoria aperta per entrambe.

Perdere al 95′ è una mazzata in un torneo dove ogni esame sembra definitivo. Si diceva addirittura: se non vince con lo Shaktar, l’Atalanta è quasi fuori. E forse anche col pareggio… Così è certo molto difficile da spiegare, perché il risultato sembra una condanna definitiva, ma la prestazione non taglia fuori completamente i nerazzurri.

Atalanta-Shakhtar
La delusione degli atalantini dopo il fischio finale

Vero: qualche giocatore soffre a questi livelli, da qualcun altro (Ilicic, anche de Roon in difficoltà) ci si può aspettare di più ma, onestamente, cosa si può rimproverare a questa Atalanta? Ha cavalcato il sogno con coraggio e cuore e anche tanta intensità.

Non è una colpa se lo Shakhtar è di ben altra levatura rispetto al Sassuolo. Si sapeva.

L’Atalanta deve continuare a giocare come ha fatto e ripartire a testa alta da domenica in campionato. Lo deve anche alla sua gente che l’ha applaudita quasi come se avesse vinto.

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