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Fusione Banco Bpm-Ubi Banca: Castagna dice sì, e non chiude le porte a Mps

I titoli delle due banche in Borsa si muovono bene: +1,5% Banco BPM e +0,66% UBI Banca nella giornata di lunedì 30 settembre. Anche se si tratta di due titoli che hanno sofferto molto quest’anno

“Banco Bpm-Ubi? Ha senso industriale, come dice un report di Morgan Stanley, ma non abbiamo alcun dossier aperto in tema di fusioni”. Lo afferma Giuseppe Castagna, amministratore delegato di Banco Bpm, a margine di un convegno il banchiere che guida il gruppo nato dalla fusione tra Banco Popolare e BPM ha detto: “Abbiamo sempre detto che guardiamo ad un tessuto imprenditoriale che è particolarmente forte nel Nord Italia. Quindi è ovvio che è un’operazione che ha sicuramente senso”.

I titoli delle due banche in Borsa si muovono bene: +1,5% Banco BPM e +0,66% UBI Banca nella giornata di lunedì 30 settembre. Anche se si tratta di due titoli che hanno sofferto molto quest’anno, basti osservare il Banco BPM che è il peggiore dell’intero Ftse Mib con -5% circa.

Non è la prima volta che si parla di una fusione tra il terzo e quarto gruppo creditizio italiano e che darebbe vita ad un colosso bancario di tutto rispetto nel nord, certo nella bergamasca – e non solo – ci sarebbe un problema di concentrazione di sportelli che metterebbe in dubbio il mantenimento dell’ex Credito Bergamasco.

Non è la prima volta che si ipotizza questa fusione.
“Siamo ben strutturati nelle quattro regioni più industrializzate del Paese. Se mai dovessimo pensare ad altre operazioni, le penseremmo lì”, aveva dichiarato Castagna in precedenza, mentre Victor Massiah di Ubi Banca rilanciava: “Noi siamo aperti a studiare qualsiasi tipo di ipotesi che risponde alla creazione di valore”.
Dalle positive dichiarazioni non erano però di fatto seguite le azioni.

Sono gli analisti di Morgan Stanley, che in una nota datata 27 settembre, a sostenere che una combinazione fra i due istituti può condurre a migliori sinergie sul fronte del risparmio dei costi e alla nascita del secondo gruppo italiano sotto il profilo dei prestiti. Sovrapponendo le attività fra le due banche, dicono gli analisti, ci sarebbe spazio per un taglio del 30% delle spese anche se, continuano, occorre nuova liquidità per rendere più robusto il gruppo Ubi-Banco Bpm, ovvero un aumento di capitale di 1,5-2 miliardi di euro.

All’orizzonte, oltre a questa fusione, torna alla ribalta la fusione con Monte Paschi di Siena. E anche in questo caso Castagna non vedrebbe male la fusione della banca toscana con i due istituti di credito lombardi.

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