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Atalanta in Champions, tanta voglia di rivincita: con lo Shakhtar vittoria d’obbligo

Dopo la scoppola di Zagabria nerazzurri chiamati alla riscossa in Champions con gli ucraini. A San Siro fischio d'inizio alle 18.55

È un’Atalanta con tanta voglia di rivincita quella che questa sera esordirà in casa, alla Scala del calcio, per affrontare lo Shakhtar nella seconda giornata dei gironi di Champions League.

Sì perché, diciamocela tutta, credo nessuno sia ancora riuscito a digerire la debacle subita a Zagabria contro la Dinamo. È stata certamente una sconfitta che ha insegnato molto agli uomini di Gasperini, che da li in poi hanno inanellato una serie di prove vittoriose e convincenti. Ma è altrettanto fuori di dubbio che il tonfo in Croazia abbia complicato sin dall’inizio il cammino europeo, con la Dea che se vuole avere possibilità di qualificazione deve assolutamente battere gli ucraini.

L’attuale momento di forma della compagine nerazzurra lascia ben sperare. Il primo tempo giocato a Reggio Emilia contro il Sassuolo è stato semplicemente devastante, con un’Atalanta totalmente padrona del gioco e capace di realizzare ben 4 reti in 35 minuti senza che De Zerbi fosse in grado di capire cosa stava succedendo.

Col Sassuolo, sabato sera, 4-0 Atalanta dopo 35 minuti
Zapata

Certo, con tutto il rispetto per il Sassuolo, la squadra ucraina è di un altro livello, visto che calca ormai stabilmente da molti anni il palcoscenico europeo (ha vinto anche un’Europa League nel 2008-2009). Il tecnico portoghese Castro punta chiaramente a far il colpaccio in casa nerazzurra, anche se ammette senza fronzoli che la Dea è una squadra fantastica e che non sarà per nulla facile fare punti.

Tra l’altro non dimentichiamo che anche la squadra ucraina è ferma anch’essa al palo, visto che nella prima giornata è stata pesantemente superata in casa dal Manchester City. Si tratta quindi di una gara da dentro o fuori: la squadra che perderà sarà con tutta probabilità condannata a dire addio alle possibilità di qualificazione.

E a proposito del Manchester City, la squadra di Guardiola è l’unica in Europa ad aver ottenuto nel 2019 più successi della Dea in trasferta (11 contro 10). Chissà che il 22 ottobre questo punteggio non possa diventare pari (sognare è sempre bello).

Ma torniamo alla partita di stasera: come gioca lo Shakhtar? La squadra del magnate Achmetov ha certamente qualità ed esprime un calcio brillante. Normalmente gli uomini di Castro applicano un atteggiamento offensivo rivolto al possesso-palla, adottando la tattica delle ripartenze solo nel caso in cui l’avversario lo costringa a farlo. E poi grande attenzione ai singoli: sia Marlos che Moraes (rispettivamente sei e otto reti stagionali) sono giocatori che vedono molto bene la porta e anche capitan Taison è un elemento decisamente valido.

A mio avviso i nerazzurri dovranno essere capaci di comandare le danze, mettendo in atto il proprio gioco, quello fatto di pressing e ripartenze, cercando di mettere così alle corde i pericolosi ucraini. E cercheranno di farlo anche e soprattutto per ripagare l’affetto dei propri tifosi che seguiranno in massa i loro beniamini. Dovrebbero essere tra i 25.000 e i 30.000 gli spettatori che saranno presenti sugli spalti del Meazza.

Seconda gara di Champions con l'Atalanta per Gasperini
Gasperini

Per mister Gasperini in porta torna Gollini, mentre in difesa Palomino potrebbe prendere il posto di Djimsiti insieme a Kjaer e Toloi. Sulle corsie laterali ci saranno Castagne e Hateboer (con Gosens in panca). In mezzo al campo tornerà de Roon che formerà la consueta coppia con Freuler. In avanti il Papu Gomez è in dubbio per colpa di un acciacco col quale è uscito dal match di sabato sera, e potrebbe partire dalla panchina. Con Ilicic e Zapata potrebbe esserci Malinovskyi. Muriel convocato.

Luis Castro schiererà il consueto 4-2-3-1, che prevede in difesa Kryvtsov e Matvilenko (o Bondar), mentre sugli esterni dovremmo vedere all’opera Butko e Ismaily. Il veterano Stepanenko sarà piazzato davanti alla difesa, mentre ad Alan Patrick arriveranno i palloni per l’impostazione della manovra. Marlos largo a destra, al suo fianco capitan Taison. A sinistra dovrebbe giocare Konoplyanka. In avanti il temibile Junior Moraes.

Qualche curiosità sulla squadra ucraina. Il primo nome della società di Donetsk è decisamente simbolico: Stachanovec, in onore del leggendario minatore ucraino (all’epoca sovietico) Aleksej Grigorevic Stachanov (ancora oggi utilizzato come riferimento per i lavoratori particolarmente efficienti, ossia stacanovisti). In virtù della natura di operai di miniera, fin da subito il soprannome della squadra divenne Shakhtar, ovvero “i minatori”.

Le quote dei maggiori siti di scommesse danno come altamente improbabile la vittoria dello Shakhtar: tocco ferro, faccio le corna, avete altri suggerimenti?

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