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Un centro per la manifattura innovativa: ATC nasce da DMG Mori, GFM e Itema

La sinergia tra le aziende DMG Mori, GFM e il produttore di telai automatici Itema ha dato vita al nuovo Additive Technology Center con l’obiettivo di potenziare la conoscenza e l’utilizzo della tecnologia Additive Manufacturing, fornire il necessario contributo tecnologico per l’ideazione di soluzioni avanzate e verificarne le concrete applicazioni nell’industria.

Un centro sperimentale per le tecnologie più innovative in campo di manifattura additiva, in grado di verificare le concrete applicazioni nell’industria. Dalla collaborazione di DMG Mori, GFM e Itema è stato inaugurato a Nembro l’ATC – Additive Technology Center: il primo centro in Italia con la mission di potenziare la conoscenza e l’utilizzo delle tecnologie di additive manufacturing, tra cui l’hybrid technology. L’obiettivo è fornire alle aziende il necessario supporto tecnologico per la riprogettazione dei processi di produzione attraverso l’ideazione di soluzioni avanzate e l’expertise unica nel settore, grazie ad un team ingegneristico altamente specializzato.

DMG Mori, leader mondiale nella produzione di macchine utensili ad asportazione truciolo, con soluzioni tecnologiche complete; GFM, azienda che con oltre 40 anni di esperienza progetta, produce e assembla componenti meccanici di precisione per tutti i settori industriali avanzati; e Itema, azienda tra i leader mondiali nella produzione di telai per la tessitura tecnologicamente avanzati che ogni anno vengono installati in più di 50 Paesi nel mondo; hanno dato vita ad un centro tecnologico accessibile alle imprese manifatturiere interessate a utilizzare la manifattura additiva per sviluppare prodotti o componenti.

“Qui si respira innovazione – spiega Giulio Guadalupi, vice presidente Confindustria Bergamo con delega all’innovazione -. Come associazione, con l’hastag #Bergamoinnovazionepresente, stiamo lavorando per riuscire a collegare in un filo rosso tutte le attività di innovazione presenti sul territorio bergamasco. In Italia non esiste nessun esempio di un laboratorio come ATC. Attraverso il concetto di #Bergamoinnovazionepresente uniamo le varie realtà che fanno innovazione come nel caso del Intellimech e DIH Digital Innovation Hub. Atc, grazie a DMG Mori, GFM e Itema, con una visione futura e futuristica da una forte spinta innovativa a tutto il territorio. Questo è anche un esempio di come siano sempre proattivi gli imprenditori bergamaschi”.

ATC è collocato nella sede di Nembro di GFM e ospita macchine di ultima generazione prodotte da DMG Mori come la Lasertec 65 3D hybrid e due Lasertec 30 SLM. Fiore all’occhiello di ATC è la messa a disposizione dell’altissimo know-how della rete delle tre aziende acquisito a fianco di realtà eccellenti nel settore Aerospace, Energia, Automotive, Medicale e Meccano-tessile a tutte quelle imprese che intendono servirsi di una tecnologia che segnerà profondamente la lavorazione meccanica nei prossimi anni. Il valore aggiunto più importante offerto da ATC è infatti la consulenza che viene fornita nella realizzazione di analisi di fattibilità per lo sviluppo sperimentale di prototipi e processi e l’analisi pre-competitiva di componentistica realizzata mediante la tecnologia Additive Manufacturing.

“ATC – illustra Ugo Ghilardi, divisional board member di DMG Mori e presidente di ATC- nasce sulla spinta di una nostra filosofia improntata alla creazione di quelli che definiamo ecosistemi operativi. ATC è un ecosistema in quanto ambiente dedicato alla meccanica innovativa e additiva, un luogo di ricerca applicativa. ATC è un luogo fisico in cui produrre pezzi meccanici tenendo conto dei trend in atto, ma in cui non operiamo da soli, bensì in collaborazione con altre importanti realtà. La collaborazione tra DMG Mori, GFM e Itema nasce con l’obiettivo di integrare la tecnologia additiva nel processo produttivo e ottimizzare la catena di valore grazie all’esperienza e alle sinergie acquisite a fianco di realtà eccellenti in tutti i settori più avanzati. ATC sarà un centro di livello internazionale, ma al tempo stesso con una rilevanza territoriale molto forte che coinvolgerà il territorio bergamasco e in particolare la Valseriana. Calcoliamo che su 1200 aziende meccaniche bergamasche almeno 250 nei prossimi 10 anni affronteranno la tecnologia additiva e si troveranno a formare personale specializzato con nuove competenze. Con un fabbisogno di almeno un migliaio di persone e significative ricadute nel campo occupazionale”.

Le macchine che ATC possiede e mette a disposizione delle aziende sono di ultima generazione: Lasertec 65 3D hybrid e Lasertec 30 SLM. Ed è proprio l’impiego della tecnologia ibrida a rappresentare oggi la componente più innovativa dell’offerta ATC in grado di avvicinare i due mondi, quello dell’additive e quello della meccanica, e che consente di sfruttare le peculiarità e i vantaggi tanto delle tecnologie tradizionali (che consentono grandi precisioni e rifiniture superficiali) che di quelle additive. La Lasertec 65 3D Hybrid offre la combinazione di tecnologie su un’unica macchina: la sinterizzazione laser con iniettore di polveri coassiale combina la fresatura e tornitura a 5 assi per la produzione additiva nella stessa qualità dei finiti. La Lasertec 30 SLM utilizza la tecnologia della fusione in letto di polvere per la stampa 3D di pezzi di leghe metalliche; è disponibile inoltre una fresatrice a 5 assi di ultima generazione dedicata per la finitura dei componenti.

“Seguendo lo spirito su cui si fonda da sempre la nostra azienda – rincara Manuel Cortinovis, amministratore delegato di GFM Spa.-, abbiamo messo a fattor comune le nostre conoscenze, animati da uno spirito di condivisione, con l’obiettivo di riuscire a dare, oltre a un servizio produttivo anche quello progettuale. GFM, infatti, che realizza componenti tecnologici per l’industria, si sta sempre più trasformando per fornire non soltanto servizi di manufacturing, ma anche di engineering, cioè di sviluppo del pezzo insieme con il cliente. In questa prospettiva la manifattura additiva diventa uno strumento indispensabile”.

Importanti si annunciano le ricadute in termini territoriali. ATC, con la diffusione dell’Additive Technology al servizio delle aziende, darà un impulso decisivo all’innovazione del comparto manifatturiero, in particolare al settore meccatronico, candidandosi a diventare il centro di eccellenza dell’Additive Manufacturing in Italia. Positive anche le ricadute dell’utilizzo della tecnologia additiva sull’ambiente in termini di risparmio energetico ed economia circolare. La produzione additiva procede infatti per addizione e non per sottrazione di materia come accade nelle lavorazioni tradizionali, ed è basata sull’aggregazione di polveri metalliche o polimeriche, che vengono saldati tra loro tramite laser. In questo modo la tecnologia additiva consente di evitare la produzione di scarto e di risparmiare molto in termini di energia.

“Cambiare l’approccio nella produzione di pezzi meccanici dalle normali macchine di lavorazione come torni e frese all’additive manufacturing – sottolinea Carlo Rogora, amministratore delegato di Itema Group – è un vero e proprio cambiamento di paradigma. L’obiettivo di Itema è velocizzare sempre di più lo sviluppo di nuovi prodotti in un mercato iper competitivo. Con ATC, è possibile passare dall’idea al prodotto riducendo sensibilmente i tempi di prototipazione e i costi dell’attrezzamento produttivo tradizionale. Come Itema, siamo testimoni di quanto la manifattura additiva possa contribuire positivamente alla ricerca e sviluppo per la realizzazione di pezzi strategici in contesti tecnologicamente avanzati e mettiamo al servizio del Centro il nostro know-how di profondi conoscitori del rapporto tra progettazione e produzione. Importante sarà inoltre coinvolgere gli Istituti Tecnici e l’Università di Bergamo per formare addetti specializzati in questa tecnologia innovativa”.

Strategico si annuncia inoltre per ATC il ruolo della formazione. ATC crede fortemente nello sviluppo della tecnologia additiva nell’ambito delle lavorazioni del futuro. Per questo si mette in gioco per condividere il proprio know-how, si propone come incubatore di idee e open innovation, dispone di conoscenze avanzate e risorse qualificate che intende condividere con Istituti Tecnici e Università allo scopo di trasferire sul campo le potenzialità delle tecnologie più innovative e formando, al tempo stesso, figure in grado di vincere le sfide che la manifattura 4.0 si trova ad affrontare.

“Forniamo un supporto a 360° al cliente che va dalla selezione del materiale alla definizione del processo, fino alla realizzazione dei pezzi preserie – conclude Francesco Stortiero, direttore tecnico di ATC –. Il tutto attraverso una collaborazione che prevede attività di co-engineering con il cliente e anche di training per il personale”.

ATC arricchisce un territorio che vede già altre realtà importanti come Intellimech e DIH Digital Innovation Hub Bergamo al Parco Scientifico Tecnologico Kilometro Rosso e intende dialogare con associazioni, imprese e università che hanno attivato percorsi formativi orientati all’innovazione e alla Smart Technology.

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