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Un viaggio nella storia d’Italia: il Palazzo delle Poste e Telegrafi e la vicenda dei teleri di Mario Sironi foto

Nuova puntata della rubrica domenicale di BGY che fa tappa a Bergamo

Un viaggio nella storia d’Italia: è questo il percorso che offre il Palazzo delle Poste e Telegrafi di Bergamo.

La struttura, ideata nel 1929 dall’architetto Angiolo Mazzoni, venne inserita all’interno del progetto di riqualificazione dell’ex area della Fiera promosso da Marcello Piacentini e collocata all’angolo fra via Locatelli e via Masone.

Inaugurato il 31 ottobre 1932, a caratterizzare l’immagine dell’edificio sono il connubio fra la sobrietà dei volumi con la monumentalità della facciata su cui spiccano la Torre dell’Orologio, richiamo alla vicina Torre dei Caduti, e le imponenti colonne, su cui si ergono cinque statue.

Quest’ultime, alte 3 metri e realizzate da Nino Galizzi, Giovanni Manzoni e Francesco Minotti, raffigurano diversi momenti della storia del nostro paese, dall’epoca etrusca passando per quella romana sino a quella cattolica e a quella fascista, a cui si aggiunge l’effigie di San Cristoforo, protettore dei trasporti.

Accanto all’ingresso principale è possibile osservare la fontana alimentata da un delfino e contraddistinta da un fondo ricoperto da tessere azzurre, mentre lungo il lato occidentale è possibile notare la presenza di un volume che un tempo ospitava la Sala dei Telegrafi.

Entrando nell’immobile ciò che colpisce maggiormente il visitatore è l’impiego di materiali preziosi come cristalli, legni lavorati e marmi che, assemblati fra loro, creano un ambiente unico nel suo genere.

Fra gli elementi più curiosi spiccano per esempio alcune opere in vetro create da Napoleone Martinuzzi come il grande “cactus” posto nell’atrio d’ingresso oppure l’applique a sette bracci in forma di cornucopia posizionata nella sala per i servizi a denaro.

Inseriti in questo contesto vi sono inoltre due teleri realizzati da Mario Sironi che, dopo esser stati ospitati per quasi tre decenni a Roma, dalla fine degli Anni ‘90 sono visibili all’interno del Sala dei Telegrafi.

Dipinti ad olio, i capolavoro rappresentano i temi come il lavoro in città e quello nei campi, argomenti cari all’autore sardo che se ne era già occupato in precedenza.

Nonostante le critiche avanzate dal podestà cittadino in merito alla posizione della Torre dell’Orologio, il Palazzo delle Poste e Telegrafi ancora oggi domina il centro del capoluogo orobico.

Fonti

AA.VV.;Angiolo Mazzoni (1894-1979): architetto, ingegnere del Ministero delle comunicazioni; Milano; Skira; 2003

Alberto Castoldi (coordinamento di); Bergamo e il suo territorio. Dizionario enciclopedico: i personaggi, i comuni, la storia, l’ambiente; Azzano San Paolo, Bolis, 2004

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