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Berta, Fondazione Donizetti: “A settembre 2020 riconsegneremo il teatro alla città” fotogallery video

All’indomani del prestigioso premio conferito al Donizetti Opera, uno dei festival di Bergamo, Giorgio Berta, presidente della Fondazione Donizetti, fa il punto sui lavori in corso.

Segnate in agenda la data di settembre 2020, tra poco meno di un anno il Teatro Donizetti sarà riconsegnato alla città. All’indomani del prestigioso premio conferito al Donizetti Opera, uno dei festival di Bergamo, Giorgio Berta, presidente della Fondazione Donizetti, fa il punto sui lavori in corso.

Il cantiere del Donizetti

Lo scorso 21 settembre il Donizetti Opera, la kermesse dedicata a Gaetano Donizetti, è stato premiato agli “Oper! Awards” di Berlino come “Best festival 2019”, un riconoscimento più che meritato…

È stata una grandissima soddisfazione, abbiamo accolto la notizia con grande sorpresa, seppur relativa. Eravamo ben consapevoli che il lavoro di Francesco Micheli, direttore artistico del festival, stesse dando frutti straordinari. Non solo, poco tempo fa è arrivata la notizia che Bergamo accoglierà nel 2020 l’Opera Europa, una manifestazione dedicata ai principali teatri d’Europa che si incontreranno nella nostra città per fare il punto della situazione. Il lavoro di questi anni è stato straordinario a livello qualitativo, tutti gli sforzi sono stati premiati.

Nel 2018 il Teatro Donizetti è stato chiuso per un’opera di ristrutturazione. Ora i cittadini vogliono sapere lo stato di avanzamento dei lavori. A che punto sono?

Siamo al punto in cui ci si aspettava di essere lo scorso anno a quest’ira. Ad oggi, non ci sono ritardi e tutti gli inconvenienti che si sono presentati sono stati dai noi affrontati e risolti. Il teatro verrà consegnato alla città nel primo semestre del 2020, seguiranno, poi, un due o tre mesi di collaudo. A settembre 2020 il teatro Donizetti sarà ufficialmente riaperto.

Prima del grande evento di settembre 2020, avremo già modo di vedere il nostro teatro tra poche settimane…

Esattamente. Per tutto il mese di novembre il Teatro verrà riaperto alla città. La manifestazione centrale di queste settimane sarà la prima messa in scena mondiale dell’opera riscoperta di Donizetti, “L’ange de Nisida”, a cura di Francesco Micheli. Il 13 novembre ci sarà l’anteprima, il 16 e il 21 lo spettacolo. Siamo tutti in trepidante attesa di scoprire cosa ci riserverà Micheli.

La prima volta che il cantiere del teatro è stato aperto ai giornalisti sembrava un’arena da combattimento, ma conservava, nonostante tutto, un fascino eccezionale. Da questo punto di vista, ora come si presenta il Donizetti?

Abbiamo fatto la scelta di rendere partecipi i cittadini dei lavori e del loro stato di avanzamento: sul nostro sito è possibile visionare le foto e avere una idea sui progressi fatti. Ad ora, il teatro è molto cambiato dal primo incontro con i giornalisti ed inizia ad avere le sembianze quasi definitive. Il Donizetti appare in tutta la sua eleganza e signorilità, verrà apprezzato.

Il Teatro Donizetti è fisicamente il cuore della città, un punto di ritrovo e di riferimento per i cittadini che hanno diritto di conoscere i costi di quest’opera. Il budget che vi eravate prefissati è stato rispettato?

Abbiamo raccolto all’incirca 19 milioni di euro e ne stiamo raccogliendo altri grazie al sostegno di realtà pubbliche private. Quanto raccolto è stato sufficiente per sostenere tutte le spese, anche quelli degli imprevisti che abbiamo incontrato. Il computo di tali spese non supera ad oggi l’importo che era previsto una base d’asta al lordo dei ribassi che ci sono stati.

Cosa ci sarà dentro il nuovo Teatro Donizetti?

Ci saranno tre bar, uno che servirà le gallerie, uno collocato nel ridotto e un altro davanti a piazza Cavour. Ci sarà una sala destinata a convegni e concerti, un’altra destinata a quanto sponsor e sostenitori del teatro vorranno fare a titolo di relazioni, una sorta di sala catering per poter render fruibile il teatro a tutti coloro che lo desiderano. Rimangono sala Riccardi e sala Missiroli che non sono state oggetto di ristrutturazione. E ovviamente rimane il teatro nella sua interezza con una struttura fedele all’originale, non ci saranno sorprese fatto salvo un restyling che evidenzierà ancor di più la bellezza dell’edificio.

La Fondazione Donizetti accoglie varie forme di arte e di musica. Conoscendo le sue passioni musicali, cosa sogna per la riapertura del teatro?

Abbiamo pensato a quattro o cinque appuntamenti che rappresentino al meglio tutte le diverse forme di espressione che il teatro può ospitare. Ci saranno quindi, una serata dedicata alla musica classica, una alla lirica, un’altra al jazz e un’altra ancora alla prosa. Stiamo pensando anche ad una serata che ospiti cantanti o cantautori dal mondo del pop e del rock. Purtroppo temo che i miei sogni rimarranno tali, vorrei avere Joni Mitchell, orami in pensione o Bruce Springsteen, irraggiungibile.

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