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Casa del fascio? No grazie: il Comune di Caravaggio rifiuta l’acquisizione

La rinuncia dopo un'accesa discussione nel consiglio comunale

Casa del fascio? No grazie. A dirlo è l’amministrazione di Caravaggio che durante il consiglio comunale di giovedì 26 settembre ha votato la rinuncia all’acquisizione dello storico edificio che si trova nelle vicinanze di viale Papa Giovanni XXIII.

L’immobile, ultimato nel 1939 e realizzato dall’architetto Alziro Bergonzo, dopo la fine della Seconda guerra mondiale è stato trasformato nel 1945 in alloggio per famiglie disagiate, ruolo che ha mantenuto fino al 2004. Da allora la “casa del fascio” è finita lentamente nel dimenticatoio, trascinando con se anche una serie di problematiche di natura strutturale.

Nel 2015 il Demanio, proprietario dell’edificio, ha lanciato il sasso all’allora amministrazione a trazione Lega Nord, proponendo al sindaco Giuseppe Prevedini l’acquisizione gratuita da parte del Comune a fronte di un impegno dello stesso per la valorizzazione della struttura a uso culturale.

Una decisione definitiva in merito a questa proposta non è mai stata presa, almeno fino a ora, con l’attuale amministrazione Bolandrini che si è trovata nella difficile situazione di dare una risposta definitiva al quesito.

“Mi dispiace davvero tanto – ha commentato il primo cittadino Claudio Bolandrini -, ma non riusciamo a sobbarcarci questo ulteriore onere. Servirebbe un progetto esecutivo importante, che richiede una grandissima somma di denaro che ora non abbiamo a disposizione”.

La casa del fascio di Caravaggio, abbandonata dal 2004
Caravaggio casa del fascio

Alla prospettiva di una rinuncia le minoranze hanno risposto “niet”, con il capogruppo della Lega Giuseppe Prevedini che attacca: “Sono contrario alla non acquisizione di questo bene perché si tratta di un edificio storico presente nel comune di Caravaggio, sul territorio da quasi un secolo e sviluppato da un architetto di prestigio – e prosegue -. Farei quindi in modo di sederci a un tavolo col Demanio per dar vita a un piccolo progetto, con costi contenuti, in modo che l’edificio storico possa passare nelle mani del nostro comune, in attesa magari di una futura riconversione quando ci sarà la disponibilità economica”.

Pronta la risposta del sindaco Bolandrini, che ha ribattuto: “Non basta un progettino, serve un vero progetto esecutivo con piano economico che obblighi l’amministrazione a procedere in tal senso – e aggiunge -. Dal momento che porti a casa un edificio del genere la manutenzione grava sul Comune. Il motivo di questa rinuncia è quindi puramente economico, soprattutto alla luce delle recenti emergenze legate alla scuola Merisi che indirizzeranno per forza di cose i nostri sforzi in quella direzione. In questo caso lo Stato dimostri di crederci, con la speranza che in un futuro lo stabile venga riofferto di nuovo dal Demanio al nostro Comune”.

Al termine della discussione, con la maggioranza compatta nel votarne la rinuncia, è stato approvato il rifiuto a questa acquisizione. La casa del fascio rimarrà quindi di proprietà dello Stato, con il futuro dello stabile, e la sua possibile riconversione, che sarà a carico del Demanio.

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