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Strozza, assemblea pubblica sulla discarica del Monte Castra mentre si attende l’udienza preliminare

L'incontro si tiene venerdì 27 settembre alle 20.30 alla tensostruttura del centro sportivo

Mentre si attende l’udienza preliminare che dirà se ci sarà un processo per la presenza di rifiuti speciali nell’ex cava di Strozza, fra i cittadini la preoccupazione è molta, c’è tanta voglia di saperne di più.

Per informare la popolazione sui nuovi sviluppi in merito, venerdì 27 settembre alle 20.30 alla tensostruttura del centro sportivo di Strozza il Comune ha indetto un’assemblea pubblica a cui invita a partecipare tutta la cittadinanza. Interverranno l’avvocato, incaricato dal Comune, Paola Brambilla, che illustrerà l’andamento delle indagini della procura di Brescia in merito al progetto della discarica del monte Castra; il presidente del comitato anti-discarica, Alessandro Orlandini; e il geologo, incaricato dal Comune, Antonio Galizzi, che ha seguito il caso della bonifica in sospeso all’ex cava Vailata di Treviglio, per la quale lo scorso maggio il consiglio di Stato ha annullato la procedura di Via (Valutazione impatto ambientale) adottata per la discarica di amianto prevista sul terreno trevigliese.

A Strozza l’area dell’ex cava, che si estende per una superficie di circa 200mila metri quadrati, si trova tra il Monte Botto e il Monte Castra: adibita all’estrazione di quarzo, per la maggior parte è situata nel territorio comunale di Strozza e in parte in quello di Almenno San Salvatore.

Da 15 anni sarebbe dovuto iniziare il percorso di recupero ambientale con l’avvio di un ripristino del profilo adoperando terra di coltivo, agricola e di qualità, ma circa sette anni fa alcuni cittadini hanno notato un via vai di camion e si sono insospettiti. In paese si è cominciato a vociferare che l’ambito di cava sarebbe stato promesso con un contratto preliminare milionario a un facoltoso imprenditore e proprio in quei giorni in Provincia a Bergamo è stata depositata una richiesta di valutazione di impatto ambientale e rilascio di autorizzazione integrata ambientale per realizzare una discarica di amianto nella cava.

Nel frattempo si è costituito il comitato spontaneo di cittadini “No alla discarica del Monte Castra”, che ha presentato una serie di esposti chiedendo di eseguire controlli all’interno del sito. Sono stati effettuati controlli dall’Arpa, sollecitata dai cittadini del comitato che si erano rivolti al corpo forestale dello Stato e poi si è attivata la Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Brescia.

Da quattro anni la cava è stata sequestrata: nel giugno 2015 gli agenti del Corpo Forestale dello Stato sono intervenuti nell’ambito di un’operazione di polizia giudiziaria denominata “Waste Phantom” (rifiuti fantasma) disposta dalla Direzione Distrettuale Antimafia.

Nel giugno 2016 l’attività del comitato “No alla discarica del Monte Castra” porta a un cambio dell’amministrazione comunale: alle elezioni è stato eletto sindaco Riccardo Cornali, che prima era presidente del comitato. Il Comune ha deciso di costituirsi parte civile al processo e hanno fatto lo stesso la Comunità montana e il Comune di Almenno San Salvatore.

Per quanto riguarda la discarica, su un volantino di invito all’assemblea pubblica il comitato specifica: “Il problema non è per nulla risolto. È solo sospeso in seguito ad un procedimento della magistratura che è ancora in corso e dal quale si attendono sviluppi”.

L’avvocato incaricato dal Comune di Strozza, Paola Brambilla, spiega: “Per gestire lo smaltimento dell’amianto sarebbe utile che a livello regionale venisse realizzato un piano in modo da individuare siti effettivamente idonei per questo materiale che, evidentemente, è bene che non sia nei tetti ma venga trattato con tutta la sicurezza del caso. E se un luogo va bonificato non è idoneo a ospitarlo. I paesi del nord Europa, per esempio, hanno tanti piccoli siti in modo che ogni comunità sia custode dell’amianto dismesso”.

Anche la Provincia è in attesa di conoscere i risultati delle indagini. Marco Redolfi, consigliere delegato a giovani e sport, ambiente, parchi e riserve afferma: “La procura sta indagando e stiamo aspettando gli esiti dei carotaggi che ha effettuato e che si aggiungono a quelli che in precedenza la Provincia ha svolto sollecitata dalla cittadinanza. Manteniamo la massima disponibilità a collaborare con gli enti che stanno svolgendo le verifiche del caso e a offrire il pieno contatto con i cittadini e le amministrazioni comunali”. Dello stesso avviso il presidente della Provincia, Gianfranco Gafforelli, che dichiara: “Prima di esprimerci aspettiamo gli esiti delle indagini “.

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