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Consumo di suolo, la mappa in Bergamasca: “Mangiato il 13% del territorio”

Nel 2018 via altri 94 ettari, ma sono 156 i Comuni senza nuovo cemento. A Lallio, Orio e Verdellino le percentuali più impattanti accumulate negli anni

"Si passeggerà a piedi nudi nel cemento e sempre meno nel verde". Così l'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) introduce l'edizione 2019 del rapporto sul consumo di suolo in Italia, pubblicato pochi giorni fa. "I dati - secondo il presidente Stefano Laporta - confermano l'urgenza di definire al più presto un assetto normativo nazionale sul consumo di suolo, ormai non più differibile".

I motivi sono molteplici. Il fenomeno, ad esempio, non va di pari passo con la crescita demografica. "Ogni abitante italiano - osserva l'Ispra - ha in 'carico' oltre 380 metri quadrati di superfici occupate da cemento, asfalto o altri materiali artificiali. Un valore che cresce di quasi 2 metri quadrati ogni anno, mentre la popolazione, al contrario, diminuisce sempre più".

A livello generale l'analisi del territorio segna in rosso altri 51 chilometri quadrati di superficie artificiale solo nel 2018, in media 14 ettari al giorno, al ritmo di 2 metri quadrati ogni secondo. "Anche se la velocità sembra essersi stabilizzata - commenta l'istituto per la protezione e la ricerca ambientale - si è ancora molto lontani dagli obiettivi europei che prevedono l'azzeramento del consumo di suolo netto", ovvero il bilancio tra consumo di suolo e l'aumento di superfici naturali attraverso interventi di demolizione, deimpermeabilizzazione e rinaturalizzazione.

E in provincia di Bergamo, com'è la situazione? L'onda grigia avanza, anche se a ritmi decisamente inferiori rispetto a qualche anno fa. Secondo il rapporto, nel 2018 sono in totale 94 gli ettari spariti (15 in più dell'anno precedente) pari a oltre un centinaio di campi da calcio. Anche se, su un totale di 242 Comuni, sono ben 156 quelli senza nuovo cemento.

Il triste record lombardo nel 2018 spetta alla provincia di Brescia, che si è vista 'mangiare' 119 ettari di zolle, seguita da Pavia (95) e Mantova (84). Poi Milano (75), Varese (43), Cremona (40), Lodi (21), Sondrio e Monza Brianza (20) e Como (15).

Ad impressionare, piuttosto, è il valore assoluto di territorio cementificato negli anni e sottratto alla natura. La provincia di Bergamo - tra le più estese della Lombardia, è giusto ricordarlo - ha visto consumati 35.329 ettari. Significa che cemento, capannoni, strade, parcheggi, condomini o edifici di altro genere coprono oltre un decimo della sua superficie: il 12,82 per cento. Ancor più pesante il bilancio di Milano (50.443) e Brescia (55.285).

Nel solo Comune di Bergamo sono complessivamente 1.806 gli ettari 'cancellati', poco più di 6 nell'ultimo anno: il 44,9 per cento della superficie. A livello provinciale il paese con la percentuale più alta di suolo consumato negli anni resta Lallio (63,71 per cento, ma senza ettari spariti nel 2018) seguito da Orio al Serio (59,3) e Verdellino (57,5). Valori che superano il 50 per cento anche ad Almè, Azzano San Paolo, Curno, Dalmine, Gorle, Montello, Pedrengo, Presezzo e Ponte San Pietro. Numeri piuttosto alti nell'hinterland in generale, con percentuali spesso oscillanti tra il 30 e il 40 per cento. Decisamente diversa la situazione nelle valli, con alcuni Comuni quasi a "impatto zero", vedi Valbondione e Cassiglio.

Sempre secondo l'Ispra Casirate d'Adda (4.100 abitanti, nella Bassa, "dove si è innestato un nuovo polo logistico") guida la classifica dei Comuni lombardi in cui la densità del consumo di suolo dell'ultimo anno è stata maggiore, "con 213,7 metri quadrati costruiti in media su ogni ettaro del territorio", si legge nel rapporto. Del resto, non è una novità: dopo l'apertura dell'A35 Brebemi la zona è diventata attraente per i grandi gruppi del settore, vedi il recente insediamento di Amazon proprio a Casirate. Un settore in forte crescita, ma che al tempo stesso necessita di aree di notevoli dimensioni.

Qui sotto trovate una mappa interattiva con tutti i dati della provincia.

LA MAPPA IN BERGAMASCA

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