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Primo, non prenderle: la porta dell’Atalanta non restava inviolata da 11 partite

L'ultima volta senza gol subiti il 29 aprile con l'Udinese

“Primo: non prenderle!”. È una delle frasi più celebri di Enzo Bearzot, storico commissario tecnico azzurro artefice del trionfo al Mondiale di Spagna, pronunciata alla vigilia di Brasile-Italia giocata il 5 luglio 1982. Sappiamo tutti, piuttosto bene, come andò a finire.

È chiaro che il credo calcistico di Gian Piero Gasperini guarda da tutt’altra parte: l’allenatore piemontese preferisce giocare all’attacco, creare occasioni da gol. E che dio lo benedica, perché in pochi a Bergamo rimpiangono lo scarso spettacolo regalato da chi si è seduto sulla panchina nerazzurra prima di lui (Colantuono, ad esempio).

Però, anche la difesa ha un suo perché. E all’Olimpico, in occasione di Roma-Atalanta, si è visto.

All'Olimpico ottimo debutto con l'Atalanta per Simon Kjaer
Kjaer

Le belle parate di Gollini (due in particolare, una per tempo) e le grandi prestazioni di Toloi e del debuttante Kjaer (senza dimenticare il prezioso contributo del centrocampo, da de Roon a Freuler) hanno blindato la porta bergamasca, che è rimasta inviolata per la prima volta dopo 11 partite.

Sì, avete letto bene: per 11 partite consecutive l’Atalanta aveva subito almeno gol prima di mercoledì.

L’ultima volta che la rete alle spalle di Gollini non è stata bucata era il 29 aprile, Atalanta-Udinese 2-0. Era l’ultima al Comunale, con la vecchia curva Pisani.

Volendo guardare solo alla stagione in corso i numeri della difesa erano quantomeno preoccupanti, per non dire drammatici: prima dell’Olimpico si contavano 8 gol subiti nelle prime 4 di campionato, che diventavano 12 se si calcolava anche l’amara trasferta di Zagabria per il debutto in Champions League.

Prima di Roma l'Atalanta aveva subito 8 gol in 4 match di serie A
Gol ko

A Roma, per la prima volta in questa stagione, si è rivista una grande difesa. Che ha rischiato qualcosa, è vero, ma che è anche riuscita a non prendere gol, nonostante l’avversario che avesse di fronte fosse di prim’ordine: con Dzeko, Zaniolo, Pellegrini. E poi Mkhitaryan e Kalinic. Non proprio gli ultimi arrivati.

Quello zero nella casella dei gol subiti è stato fondamentale a Roma ed è incoraggiante in vista dei prossimi impegni: col Sassuolo di De Zerbi (che davanti ha elementi che possono far male, da Caputo a Berardi) e contro lo Shakhtar (10 gol nelle ultime 4 del suo campionato) l’Atalanta avrà bisogno anche di pensare a non prenderle.

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