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Atalanta show: terza in zona Champions dopo la lezione di calcio alla Roma

Zapata è l'uomo in più davanti, Gollini dietro, dove Kjaer alza il muro. Un successo che fa ben sperare verso la sfida con lo Shakhtar

Ma ci credete? L’Atalanta è già terza! Proprio come alla fine dello scorso campionato, quando però dopo cinque giornate aveva appena 5 punti, mentre oggi ne ha già conquistati il doppio…

E meno male che i ‘nostri eroi’ dovevano essere stanchi per il triplo impegno settimanale e invece hanno dimostrato di avere molto più gambe della Fiorentina domenica scorsa e poi della Roma, fino a ieri considerata la squadra rivelazione del campionato.

Con Gasperini l’Olimpico diventa terra di conquista e, come due anni fa, l’Atalanta passa alla grande: allora segnarono Cornelius e de Roon prima del rigore di Dzeko (1-2), stavolta ha aperto la strada il panzer Zapata, imitato poi ancora da de Roon.

Intendiamoci. Non è certo solo questione di gambe se l’Atalanta si permette di dominare dall’inizio alla fine una Roma apparsa spenta e confusa. I nerazzurri partono senza centravanti, quasi a voler stanare i giallorossi e li lavorano ai fianchi per tutto il primo tempo, padroni del campo fin dall’inizio, con l’inedito trio Malinovskyi-Gomez-Ilicic. E nella ripresa, quando Zapata dà il cambio a Ilicic, l’Atalanta passa alla cassa a prendersi i tre punti che già un po’ si era meritata prima.

Ma certo col Panterone è tutta un’altra cosa, senza nulla togliere alla bravura di Malinovskyi nel far girare palla assieme a Gomez e al lavoro sfiancante dentro e fuori dall’area di Ilicic.

Poi, quando Zapata ci mette la firma, un primo mattone ai tre punti l’aveva già portato Gollini con una gran parata su Dzeko e dopo l’1-0 il portiere si ripete anche su Kalinic.

Cosa si dice solitamente? Che se hai un bravo portiere e un centravanti che fa gol (uno Zapata semplicemente devastante, colpisce anche un palo) sei già a trequarti dell’opera.

Ma l’Atalanta scopre di avere anche un granatiere in più in difesa, un Kjaer che man mano vince il duello su Dzeko e sarà difficile togliere il danese dalla formazione, anche se con tante partite ci sarà posto per tutti. Si rivede il Freuler che piace, bravo a fare la diga in mezzo e a offrire l’assist al gemello de Roon per il raddoppio.

A parte i singoli, è tutta la squadra che gioca come ci ha abituato il suo maestro Gasp. Che magari ci frega un po’ tutti quando alla vigilia dice che Ilicic deve giocare, come prima della Fiorentina e invece in campo va Muriel. O quando gli si chiede se Zapata ha bisogno di rifiatare e ammette solo che qualche avvicendamento ci sarà: infatti il bomber resta fuori, anche se non c’è nemmeno Muriel.

Pretattica o turnover o come volete chiamarlo… Beh, Gasperini continui pure con i suoi dribbling, se il risultato è quello che vediamo poi chi gioca o sta fuori è proprio l’ultimo dei problemi.

Perché intanto l’Atalanta è terza e dà spettacolo all’Olimpico, una lezione di calcio alla Roma che sta imbambolata a guardare e non riesce quasi mai a interrompere le trame dei nerazzurri.

Vero che non c’è molto tempo per festeggiare, che sabato si torna di nuovo in campo col Sassuolo, nello stadio delle notti di Europa League e martedì 1 ottobre la squadra dovrà essere prontissima per l’esordio in casa in Champions, a Milano.

Però, se l’esame Roma era “fondamentale in vista dello Shakhtar, che gioca in maniera simile ai giallorossi”, parola di Gasp, allora il test è sicuramente molto incoraggiante: le prove tecniche di Champions sonbo andate benissimo. Tocchiamo ferro e speriamo che si possa fare il bis con gli ucraini.

Comunque, l’Atalanta gioca da vera grande e, tra le grandi, si siede al terzo posto. Lo sapevano già, ma le squadre che in Serie A sognano l’Europa hanno la conferma che non esistono solo Inter, Juve e Napoli, ma dovranno fare ancora i conti con la banda Gasp.

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