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Calusco, in 50 a terra si fingono morti: è il flash-mob di “Fridays for future”

La protesta sul ponte San Michele, nella giornata di domenica 22 settembre: a organizzarlo è stato il movimento bergamasco formatosi a metà febbraio

Un flash-mob per sensibilizzare la popolazione sul tema degli inceneritori. A Calusco d’Adda, nella giornata di domenica 22 settembre, erano circa una cinquantina tra studenti, lavoratori e famiglie, tutti uniti per richiamare l’attenzione verso il clima e l’ambiente.

La protesta, che è durata una ventina di minuti, è stata organizzata all’altezza del ponte San Michele – attualmente aperto al solo passaggio pedonale – da “Fridays for future Bergamo”, uno dei tantissimi movimenti nati a livello globale e ispirati da quello a cui ha dato vita la giovane ambientalista svedese Greta Thunberg.

“Il movimento bergamasco si è formato a metà febbraio, in occasione del primo sciopero per il clima del 15 marzo – ha spiegato Jacopo Valtulina, referente di Fridays for future Bergamo -. Poco dopo, anche grazie al grandissimo successo di questo evento, abbiamo deciso di continuare e fondare le ‘basi’. Dopo circa un mese si è tenuta l’assemblea nazionale costituene del movimento Fridays for future Italia e da li sono iniziate una serie di iniziative che a breve ci porteranno a dare il vita, anche in terra bergamasca, al terzo sciopero sul clima, che si terrà venerdì 27 settembre”.

Flash-mob Calusco

Motivo della “contestazione” caluschese la presenza di un cementificio con “status speciale”, il cui inceneritore, per detta degli stessi attivisti “può produrre particolato fino a nove volte di più rispetto alla normale quantità di un inceneritore normale”.

“Abbiamo voluto portare l’attenzione sul tema del cementificio e in generale di tutti gli inceneritori – ha sottolineato Valtulina -. Abbiamo scelto quello di Calusco perchè è quello che rappresenta forse meglio la situazione attuale in bergamasca. Nella scelta di questa location è stata una componente fondamentale la collaborazione con il comitato ‘La nostra aria’ di Calusco, che da anni lotta contro il cementificio”.

Giovani e meno giovani, armati di striscioni e cartelli si sono distesi a terra, emulando le gesta del gruppo ambientalista Extinction Rebellion, fingendosi morti: la fine che potrebbe fare il genere umano se non si riuscisse a trovare una soluzione al problema dell’inquinamento.

Flash-mob Calusco

“Il fatto che abbiano partecipato in molte persone di età diverse è stato molto bello – ha sottolineato il referente d Fridays for future Bergamo -, c’erano sia studenti che adulti lavoratori ma non solo: parecchi genitori, infatti, hanno accompagnato i loro figli a manifestare. Questo è proprio quello che noi vorremmo in ogni nostra manifestazione: coinvolgere più persone possibile indipendentemente dall’età”.

La manifestazione, che si inserisce nella settimana per il clima promossa a livello internazionale dal 20 al 27 settembre, ha visto il corteo prodigarsi in una breve camminata che è passata nelle vicinanze dell’inceneritore preso di mira, prima di raggiungere il centro del comune di Calusco d’Adda dove tra cori e discorsi sul clima si è concluso l’evento.

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