BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Insulti razzisti durante Atalanta-Fiorentina: cosa è successo e cosa prevede il regolamento

Il gioco è stato fermato intorno alla mezz'ora del primo tempo per le lamentele del viola Dalbert

Atalanta-Fiorentina di domenica 22 settembre è stata fermata intorno alla mezz’ora del primo tempo: lo stop è stato deciso dall’arbitro Daniele Orsato dopo che il giocatore dei viola Dalbert ha riferito di aver udito dei cori razzisti provenire dalla curva riservata ai tifosi dell’Atalanta.

L’arbitro ha quindi applicato il regolamento. Dopo l’annuncio di rito dello speaker dello stadio il direttore di gara ha fatto riprendere il gioco.

Nel dopo-partita entrambi gli allenatori – seppur condannando ogni tipo di episodio razzista – hanno riferito di “non aver sentito nessun coro”, cosa confermata anche da tanti tifosi presenti al Tardini in altri settori dello stadio.

Insomma, dalla curva non è partito nessun tipo di coro di gruppo, nulla di organizzato che ha coinvolto qualche decina di persone almeno, per intenderci, come quelli che accompagnano le partite e che vengono uditi anche in tv. Però qualcosa è successo, molto probabilmente qualche incivile (facile che si stia parlando di 2-3 persone soltanto) ha urlato qualcosa di offensivo al terzino brasiliano che ha (giustamente) reagito come abbiamo visto.

Sbagliato generalizzare, dunque; sbagliato etichettare la curva nerazzurra come “razzista”. Però sarebbe sbagliato anche far finta che nulla sia successo. Perché solo denunciando e isolando gli incivili (a maggior ragione se si tratta davvero di un gruppo minimo) si sconfigge questo tipo di stupidità.

La reazione di Dalbert agli insulti arrivati da qualche tifoso
Dalbert

Cosa prevedono le nuove norme della Figc

Le nuove norme, entrate in vigore con la 22^ giornata dello scorso campionato di Serie A (a inizio febbraio), prevedono un’accelerazione della procedura di interruzione e sospensione delle partite (attenzione alla differenziazione nell’uso dei due termini) e un chiarimento definitivo delle responsabilità tra arbitro, ispettori della Figc e responsabile dell’ordine pubblico.

Eccole, nel dettaglio.

Quali sono definiti comportamenti discriminatori?
Per comportamenti discriminatori sanzionabili si intendono striscioni, scritte, simboli, cori, grida ed ogni altra manifestazione espressiva di discriminazione per motivi di razza, colore, religione, lingua, sesso, nazionalità, origine territoriale o etnica. Dunque non solo i cosiddetti “buu” razzisti, ma anche tutto ciò che viene classificato come discriminazione territoriale.

Chi ha il compito di rilevare la presenza di striscioni o cori?
La responsabilità dell’individuazione di cori o striscioni discriminanti è demandata al responsabile dell’ordine pubblico designato dal Ministero dell’Interno (un funzionario della Questura) e ai collaboratori della Procura Figc presenti nello stadio. In loro assenza spetta anche al delegato della Lega Serie A.

Chi decide se e come sospendere una partita?
La sospensione temporanea o definitiva di una partita (o il ritardato inizio di essa) viene ordinato dal responsabile dell’ordine pubblico all’arbitro. E’ l’uomo delegato all’ordine pubblico a decidere se e come una partita può riprendere: nessun altro può sostituirsi a lui in questa funzione, in nessuno dei passaggi della procedura anti-discriminazione della Figc.

Qual è il ruolo dell’arbitro?
L’arbitro viene sgravato dalla responsabilità di essere colui che rileva la presenza di comportamenti discriminatori. Ha la facoltà di segnalarli nel caso se ne accorgesse in prima persona. Su ordine del responsabile dell’ordine pubblico ordina la sospensione temporanea e la eventuale ripresa di una partita, gestendo insindacabilmente la fase sospensiva (giocatori in campo o rientro negli spogliatoi). In caso di assenza del responsabile dell’ordine pubblico, dei collaboratori della Procura Figc e del delegato della Lega assume su di sé le loro mansioni ma può (in linea teorica) anche non dare inizio alla gara in caso di completa assenza di responsabili al mantenimento dell’ordine pubblico. È evidente che si tratti di una fattispecie quasi impossibile in uno stadio professionistico.

Cosa succede se prima della partita ci sono comportamenti discriminatori?
In presenza di cori o striscioni prima dell’inizio della gara, il responsabile dell’ordine pubblico per iniziativa propria o su segnalazione dei collaboratori della Procura Figc ordina all’arbitro di non dare inizio alla gara. Il pubblico sarà informato sui motivi attraverso annunci e la partita potrà cominciare solo su ordine dello stesso responsabile.

Cosa succede se si verificano una prima volta in partita?
L’arbitro dispone l’interruzione temporanea e i calciatori si radunano al centro del campo. Il pubblico viene informato su quanto sta accadendo mediante annunci ad ampia diffusione. In caso di maltempo e di sospensione prolungata l’arbitro può decidere di far rientrare le squadre negli spogliatoi. La partita potrà riprendere solo su ordine del responsabile delegato dal Ministero dell’Interno.

Cosa succede se si verificano nuovamente comportamenti discriminatori?
Il responsabile dell’ordine pubblico ordina all’arbitro la sospensione e i calciatori, su indicazione del direttore di gara, si radunano al centro del campo. Il pubblico viene informato su quanto sta accadendo mediante annunci ad ampia diffusione. In caso di maltempo e di sospensione prolungata l’arbitro può decidere di far rientrare le squadre negli spogliatoi. La partita potrà riprendere esclusivamente su ordine del responsabile delegato dal Ministero dell’Interno.

Si può arrivare alla sospensione definitiva della partita?
Sì. Il non inizio, l’interruzione temporanea e la sospensione di una gara non possono prolungarsi oltre i 45 minuti. Trascorso questo tempo l’arbitro dichiarerà chiusa la partita e riporterà quanto accaduto nel referto da inviare agli Organi di Giustizia Sportiva.

Cosa succede in caso di sospensione definitiva di una partita?
Le sanzioni sono quelle previste dall’articolo 17 del Codice di Giustizia Sportiva e portano alla sconfitta a tavolino della società ritenuta responsabile anche in oggettivamente di fatti o situazioni che abbiano influito sul regolare svolgimento di una gara o ne abbiano impedito la regolare effettuazione.

La responsabilità oggettiva cambia?
No. È un caposaldo della giustizia sportiva (non solo in Italia) e non è stata modificata.

Quali sono le sanzioni in caso di interruzioni o sospensioni temporanee?
Le nuove norme prevedono lo stesso tariffario delle precedenti. In presenza di scritte o di cori con caratteristica di dimensione e percezione reale del fenomeno discriminatoio, scatteranno multe, chiusure di un singolo settore, obbligo di disputare partite a porte chiuse, squalifiche del campo a giornata o a tempo determinato fino ad arrivare – in linea teorica – all’esclusione o non ammissione al campionato.

Se una società avrà operato immediatamente per rimuovere le scritte o far cessare i cori e, soprattutto, se gli altri sostenitori presenti avranno chiaramente manifestato la propria dissociazione dai comportamenti discriminatori, la società potrà non rispondere degli atti discriminatori.

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.