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Un albero per ogni italiano, la proposta green di Petrini: e Bergamo com’è messa?

Ne abbiamo parlato con il fiduciario di Slow Food Bergamo Raoul Tiraboschi: "La nostra città affronta da anni, in modo concreto, queste tematiche"

Arriva dal presidente di Slow Food Carlo Petrini, da Stefano Mancuso, scienziato e direttore di LINV (International Laboratory for Plant Neurobiology) e dal vescovo di Rieti (e di Amatrice) Domenico Pompili un appello che sa di rivoluzione: piantare sessanta milioni di alberi, suppergiù uno per ogni abitante del suolo italiano, neonati compresi.

I tre promotori dell’iniziativa hanno parlato a nome delle Comunità “Laudato Sì”, collettivi di idee e azione fioriti intorno alla famosa enciclica pubblicata da papa Francesco nel 2015, quella che incitava ad un cambio di passo su ambiente e clima.

Si parla di grande movimento, di cambio di passo, di riscossa in nome dell’ambiente. Temi che, oggi come non mai, toccano un po’ tutti, in ogni angolo del mondo. Anche in Italia, anche a Bergamo.

Carlo Petrini, scrittore e attivista, fondatore di Slow Food
Carlo Petrini

Ma Bergamo, a proposito, come si posizionerebbe nel Belpaese se questo grande movimento, questo cambio di passo prendesse davvero forma? Non così male, in realtà.

A confermarlo è Raoul Tiraboschi, fiduciario di Slow Food Bergamo, l’associazione no profit che promuove un’alimentazione pulita e giusta per tutti, oltre a temi delicati e importanti sull’ambiente: “Nella nostra città c’è una grande attenzione a tutto questo – ci spiega -. Sui giornali certe tematiche sono salite alla ribalta da poco, ma a Bergamo se ne parla da almeno cinque anni”.

“Penso all’allargamento del Parco dei Colli, alla piantumazione dei nuovi alberi, agli eventi dell’orto botanico, agli interventi fatti nella Val d’Astino e agli orti didattici presenti in ogni scuola della città – continua Tiraboschi -. Senza dimenticare che a Scanzorosciate, in provincia, c’è l’orto didattico più grande d’Italia: è fondamentale partire dai più piccoli per spingere verso un cambiamento vero. Insomma, mi sembra di poter dire che siamo sulla strada giusta”.

L'orto didattico di Scanzorosciate
Orto didattico Scanzorosciate

A dare man forte all’ottimismo di Tiraboschi ci sono i dati, che dicono che Bergamo è la 3^ città più green d’Italia considerando incidenza, pianificazione e disponibilità del verde pubblico. “Dei 2 milioni di metri quadrati adibiti a verde pubblico – si legge sul portale Bergamo in chiaro, gestito dall’amministrazione comunale – 555mila sono occupati da parchi, 352mila da giardini, 545mila da aree verdi e 362mila da aiuole e spartitraffico, mentre la rimanente parte di verde (195mila mq circa) è di pertinenza degli edifici scolastici”.

Ad oggi sono stati contati sul territorio comunale più di 39mila esemplari tra alberi e arbusti di grandi dimensioni, con una dotazione media di 1 albero ogni 3 abitanti. E col Programma Triennale dei Lavori Pubblici 2019-2021, che prevede la messa a dimora di nuove alberature funzionali alle ristrutturazioni e riqualificazioni di aree verdi e percorsi, i dati sembrano destinati a migliorare ulteriormente.

La Val d'Astino, immersa nel verde dei Colli di Bergamo
Il campo di Lino ad Astino

Bergamo, inoltre, nel gennaio scorso è stata tra le 200 città italiane che hanno scelto di firmare la Carta di Milano, il documento che elenca i principi riguardanti il tema della nutrizione, della sostenibilità ambientale e dei diritti umani: “Nelle cinque priorità c’è proprio la valorizzazione del verde – spiega Tiraboschi -, e aver aderito a questa iniziativa fa capire in che senso ha deciso di muoversi l’amministrazione”. In Lombardia solo tre città hanno firmato, oltre a Bergamo: Milano, Lecco e Cremona.

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