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La Linea Cadorna, una struttura difensiva incastonata fra le vette fotogallery

Nuova puntata della rubrica domenicale di BGY che fa tappa sulle Orobie

Settantadue chilometri di trincee, duecentonovantasei di strade, trecentonovantotto di strade, ottantotto postazioni di artiglierie, ventinciquemila metri quadrati di baraccamenti.

Potrebbero bastare questi dati per descrivere l’imponenza della Frontiera Nord, sistema difensivo realizzata durante la Prima Guerra Mondiale e comunemente conosciuto come Linea Cadorna.

Progettata alla fine dell’Ottocento con lo scopo di proteggere il Nord Italia da un possibile attacco proveniente d’oltralpe, l’opera venne realizzata solo a partire dal 1911 quando, su richiesta del generale Alberto Pollio, fu completato lo sbarramento Mera-Adda.

Nonostante le preoccupazioni evidenziate dall’allora capo di stato maggiore del Regio Esercito, la Frontiera venne completata soltanto a cavallo fra il 1915 e il 1917 grazie all’interessamento del generale Luigi Cadorna che, intimorito da una possibile aggressione degli imperi centrali, richiese l’estensione dei lavori.

L’allestimento delle fortificazioni fu quindi affidato ad oltre 20.000 fra soldati non impiegati e civili che, dalle 6 alle 12 ore al giorno, operarono lungo le vette dell’arco alpino.

Fra loro anche donne e bambini che, a partire dal 1916, vennero impiegati nei cantieri per sopperire la mancanza di manodopera causata dalla chiamata alle armi di numerosi cittadini.

Numerosi furono le vette toccate da questo intervento, fra cui anche quelle delle Orobie Bergamasche dove ancora oggi sono visibili alcune testimonianze.

Esempi di questo genere sono la doppia linea di trincee e le grotte artificiali visibili al Passo Dordona, i camminamenti scavati nella roccia nei pressi del Passo di Lemma e del Passo del Verrobbio, oppure i resti di una caserma presenti sotto il Monte Ponteranica.

Presidiata a partire dal gennaio 1917 dal “Comando Occupazione Avanzata Frontiera Nord”, dopo pochi mesi la Linea passò sotto il controllo di sei battaglioni della Regia Guardia di Finanza prima che la sconfitta di Caporetto accelerasse il processo di abbandono.

Durante il periodo fascista l’interesse sul complesso protettivo crebbe grazie al progetto di Benito Mussolini di invadere la Svizzera, tuttavia la mancata applicazione di quest’ultimo causò il definitivo inutilizzo della struttura che oggi ricorda una guerra mai combattuta.

Fonti

Diego Vaschetto, Strade e sentieri della linea Cadorna : itinerari storico-escursionistici dalla Valle d’Aosta alle Alpi Orobie, Torino, Capricorno, 2015

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