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Mamma e bimba morte durante il parto, papà Guira alle sorelline: “Sono volate in cielo”

La piccola nata senza vita si sarebbe chiamata Zerrab Rachida.

“Mercoledì sera siamo stati vicini a Youssouf, al papà, per dire alle due piccole di casa che la mamma è morta ed andata in cielo e che da lassù veglierà su di loro. È stato un momento straziante, ma era necessario che Fatima e Sara sapessero la verità dalle labbra del loro papà. Oggi abbiamo cercato di lasciarle giocare con le altre bambine”. Lo afferma Samadou Soulene, rappresentante del Burkina Faso in Italia. E lui, il papà Youssouf Guira, che non vuole soffermarsi a dir nulla su quelle ore concitate del parto e della morte di Robertine, rivela che la piccola nata senza vita l’avrebbero chiamata Zarrab Rachida.

Intanto pubblico ministero Carmen Pugliese della Procura della Repubblica ha sequestrato le cartelle cliniche di Robertine Guira, 36 anni, originaria del Burkina Faso e di sua figlia. La piccola è morta durante il parto martedì notte all’ospedale Pesenti Fenaroli di Alzano Lombardo, la madre trasportata in gravi condizioni all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo è spirata poco dopo. Le cause restano ancora un mistero che la Giustizia cercherà di svelare.

Il pm Pugliese analizzando tutti gli elementi in suo possesso, raccolti dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Bergamo, dovrebbe aprire un fascicolo nella giornata di venerdì e poi disporre dell’autopsia sui due corpi. Gli esami autoptici, visti i tempi ormai stretti, dovrebbero slittare a settimana prossima.

L’OSPEDALE DI ALZANO: DA SUBITO APERTA UN’INDAGINE INTERNA

L’Ats (l’Agenzia di tutela della salute) di Bergamo ha annunciato nella mattinata di giovedì che istituirà subito una commissione di esperti affiancata da specialisti del “Percorso Nascite” della direzione generale del Welfare del Pirellone per accertare le cause dell’accaduto.

Intanto la direzione strategica dell’Asst Bergamo Est – che gestisce l’ospedale di Alzano – ha comunicato di “aver avviato da subito un’indagine interna tesa a verificare le varie fasi di un evento così raro e poco prevedibile che si è concluso con un tragico epilogo. Si conferma la massima disponibilità e collaborazione per le attività che l’istituenda Commissione dell’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo, su indicazione di Regione Lombardia, porrà in essere per le verifiche del caso. Si ribadisce la vicinanza e la solidarietà alla famiglia della signora Robertine Guira”.

SCONVOLTA LA COMUNITA’ DEL BURKINA FASO

La famiglia Guira, (Robertine era originaria del Burkina Faso, Youssouf, che qui chiamano tutti Beppe arriva dalla Costa d’Avorio, entrambi dipendedti della ditta di pulizie Vavassori di Nembro) è molto integrata a Torre Boldone dove risiede e nella sua casa di via Bugattone sono tanti i connazionali che vanno e vengono per dare assistenza e sostenere con affetto la famiglia.

Siamo tutti sconvolti per la morte di Robertine e della figlia – afferma Samadou Soulene, rappresentante del Burkina Faso in Italia –. Una morte per parto in un ospedale di questo tipo è una fatalità che non ti puoi spiegare, ma la vita a volte è così terribile che ti riserva disgrazie che l’uomo non comprende e ammette. Conoscevo molto bene Robertine perché veniva sempre alle nostre feste e non mancava di darci una mano nella preparazione. Era molto integrata e aiutava le altre donne ad integrarsi sul territorio”.

“Non abbiamo ancora deciso che cosa fare per salutarla, in queste ore stiamo ancora cercando di capire che cosa è successo. Stiamo facendo delle verifiche, dopo l’autopsia decideremo che cosa fare – prosegue Soulene –. Mercoledì abbiamo aiutato il papà a dire alle due piccole di casa che la mamma è morta ed andata in cielo e che da lassù veglierà su di loro. È stato un momento straziante, ma era necessario che sapessero la verità dalle labbra del loro papà. Oggi abbiamo cercato di lasciarle giocare con le altre bambine”. 

CARNEVALI (PD): “SERVE CONFRONTO SULLE CRITICITA’ DEL SISTEMA SANITARIO”

“Il sistema sanitario lombardo e bergamasco è riconosciuto come tra i migliori d’Italia, sia per la qualità delle cure e delle prestazioni, alcune peraltro di alta specializzazione, sia per la serietà e professionalità di chi opera – dichiara l’onorevole Elena Carnevali, dell’Ufficio di Presidenza del gruppo Pd alla Camera -.  Quindi nessuna volontà di entrare nella polemica politica o di sostituirsi alle doverose indagini che spettano alla magistratura o agli enti predisposti. Ma credo che sia utile, nell’interesse di tutti, in particolare di quello dei cittadini, dei pazienti e di chi opera nelle Aziende Socio Sanitarie Territoriali e nell’Agenzia di Tutela della Salute, poter avere un confronto anche con le altre forze politiche – sia rappresentanti parlamentari che regionali – per approfondire le condizioni reali e le necessità delle stesse aziende”.

“Sono consapevole che sul lato delle risorse umane abbiamo l’inderogabile necessità di emanare i decreti attuativi – non predisposti dalla precedente ministra Grillo – per poter bandire i nuovi concorsi con le regole previste dal “cosiddetto” decreto Calabria che introduce la possibilità di assumere anche gli specializzandi dell’ultimo anno per sopperire alla cronica carenza di personale sanitario – prosegue Carnevali -. Su questo è massimo il mio impegno e già sollecitato il nuovo ministro Speranza perché si possa procedere al più presto. Sarebbe peraltro utile capire qual è l’impatto effettivo di ampliamento del personale conseguente alla norma inserita nello stesso decreto che consentiva l’incremento del 5% della spesa sul totale dell’anno precedente. Ecco perché credo sia utile e doveroso per tutti, anche rispetto ai drammatici episodi recenti e alle situazioni critiche che operatori sanitari e dirigenti stanno segnalando, capire quali sono le esigenze e le condizioni organizzative ed economiche in cui operano le Aziende Socio Sanitarie Territoriali, l’Agenzia di Tutela della Salute e di coloro che garantiscono la continuità assistenziale”.

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