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Velaterapia 2019, ecco come nasce il progetto: ricerca ed intervento

Nel corso degli anni, dalla sperimentazione è emerso che, la qualità della vita soggettivamente percepita dagli adolescenti con disabilità cognitiva è significativamente inferiore rispetto a quella dei coetanei a sviluppo tipico

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Premessa e motivazione del progetto

L’Associazione “Vela Insieme”, nata nel 1996 come “scuola di mare” accessibile a tutti, ha sviluppato negli anni la propria attività, facendo del mare e della navigazione strumenti di aggregazione e di integrazione attraverso la formazione di equipaggi misti, composti da disabili e non disabili.

Le difficoltà e gli ostacoli propri della vita in barca sono diventati così occasioni di dialogo e di comunicazione, di reciproca comprensione e di confronto tra “sportivi”, a bordo di tre imbarcazioni a vela “classiche” di 13/14 metri, in grado di ospitare equipaggi composti da nove persone.

Le imbarcazioni, volutamente di serie ed in linea con le direttive comunitarie sulla difesa dell’ambiente marino, sono munite di appositi elevatori per l’imbarco e lo sbarco delle persone con disabilità motoria ed hanno base nautica alla Marina di Scarlino, Località il Puntone (GR).

Descrizione del progetto:

L’obiettivo complessivo del progetto consiste nell’offrire ad adolescenti (con e senza disabilità), provenienti dal Vostro territorio, di età compresa dai 14 ai 25 anni, un’esperienza di abilitazione ed integrazione sociale mediante la partecipazione a crociere di cinque giorni di navigazione in equipaggi integrati su imbarcazioni a vela, lungo le coste dell’Arcipelago Toscano.

Per il turno effettuato saranno creati equipaggi misti, bilanciati per età, genere e gravità della disabilità. Ciascuna imbarcazione potrà accogliere 9 persone, con 2 posti riservati agli skippers, 1 all’educatore (o accompagnatore) ed il resto ai partecipanti diretti dell’esperienza.

In relazione ai partecipanti con disabilità, gli obiettivi specifici sono relativi all’aumento di competenze individuali su più fronti (abilità personali e socializzazione), all’aumento del loro benessere emotivo e della loro qualità di vita soggettivamente percepita.

In relazione ai partecipanti a sviluppo tipico, gli obiettivi specifici sono relativi all’aumento degli atteggiamenti positivi nei confronti della disabilità (nei termini di pensieri, emozioni e comportamenti), alla riduzione degli stereotipi sociali e all’aumento di benessere emotivo individuale.

Nel corso degli anni, dalla sperimentazione è emerso che, la qualità della vita soggettivamente percepita dagli adolescenti con disabilità cognitiva è significativamente inferiore rispetto a quella dei coetanei a sviluppo tipico;
le attitudini ed atteggiamenti dei “normodotati” nei confronti dei compagni diversamente abili possono ostacolare l’integrazione sociale di questi ultimi.

Sono dunque stati documentati esiti positivi (a livello statistico e clinico) per tutti i partecipanti su più fronti: competenze adattive e qualità della vita per quanto riguarda l’ambito della disabilità, atteggiamenti e benessere emotivo rispetto ai partecipanti a sviluppo tipico.

In relazione all’intervento vero e proprio, i principali strumenti di lavoro addizionali e complementari rispetto al percorso di navigazione predisposto consisteranno in:

corsi di formazione per skipper, aiuto-skipper e accompagnatori;
schede di presentazione e di lavoro personalizzate per ogni partecipante con disabilità, da condividere con il personale operante a bordo ;
report individualizzati di esito per i partecipanti con disabilità
momenti di verifica guidata con tutti i partecipanti in itinere e al termine dell’esperienza.

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