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La Lega al Pirellone forza i tempi per un referendum sulla legge elettorale

Vuole abrogare la quota proporzionale dl Rosatelluma: la protesta del Pd

È il bergamasco Roberto Anelli, capogruppo della Lega al Consiglio regoionale lombardo, il primo firmatario della richiesta che sarà vagliata oggi, giovedì, dalla commissione Affari istituzionali del Pirellone, e che contiene la proposta di referendum abrogativo della quota proporzionale della legge elettorale nazionale, del “Rosatellum”, insomma. L’obiettivo è fare approvare subito questa richiesta per poter indire la consultazione popolare nella primavera del 2020. Questo sarà possibile se 5 Consigli regionali vareranno formalmente la domanda di referendum entro il 30 settembre.

Mercoledì il gruppo regionale lombardo del Pd ha scritto alla presidente della seconda commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale, Alessandra Cappellari (Lega), per protestare contro la forzatura con cui la stessa ha deciso di iscrivere nella seduta di giovedì mattina, alle 10.30, il testo di referendum che, se poi passerà trasformerà la legge elettorale di Camera e Senato in senso totalmente maggioritario.

La lettera di protesta è stata firmata dal capogruppo democratico Fabio Pizzul e dal capodelegazione in seconda commissione, il bergamasco Jacopo Scandella, che è anche vicepresidente della stessa commissione, d’intesa con i gruppi Lombardi Civici Europeisti e +Europa con Emma Bonino. “La Lega, ancora una volta, piega le istituzioni ai propri interessi politici, facendo valere la forza dei numeri per impegnare la Regione Lombardia in una battaglia di parte, quella di Matteo Salvini contro il Governo in carica – spiegano gli esponenti del Pd -. La presidente Cappellari ha commesso una grave scorrettezza perché ha iscritto d’ufficio la proposta di referendum all’ordine del giorno della commissione, cancellando la seduta già convocata e spostandola al giorno successivo, senza nemmeno sentire il suo ufficio di presidenza. Lo scopo, evidentemente, è quello di imporre una discussione lampo su un tema che certamente meriterebbe un approfondimento serio, con audizioni di esperti della materia. È un modo scandaloso di concepire le istituzioni, che non ci vedrà certo complici”.

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