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Il cesareo e le manovre d’emergenza: così sono morte Robertine e la figlia foto

Le complicazioni durante il travaglio: lunghe manovre rianimatorie sulla piccola nata senza vita, la mamma vittima di un arresto cardiorespiratorio.

Dalla gioia per una nuova vita che stava arrivando allo strazio di una tragedia alla quale è difficile trovare, per ora, una spiegazione.

Robertine Zoungrana Quetaduine, 36enne originaria del Burkina Faso e residente con la famiglia a Torre Boldone in un condominio di via Bugattone 2, e la figlia che portava in grembo sono morte a poche ore di distanza l’una dall’altra nella serata di martedì 17 settembre.

Martedì, invece, doveva essere una giornata di festa: insieme al marito Youssouf Guira, anche lui burkinabé, si era recata all’ospedale Pesenti Fenaroli di Alzano Lombardo per dare alla luce la terzogenita della coppia, che nel 2008 e nel 2012 aveva già avuto altre due figlie.

In sala parto, però, qualcosa è andato storto: la piccola non ha mai visto la luce mentre le condizioni della mamma in seguito alla sua morte sono rapidamente peggiorate, fino alla necessità di un trasferimento al Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

In tarda serata la corsa in città: i medici capiscono subito la gravità della situazione, estremamente critica e che presto si trasformerà in drammatica.

La donna è spirata nella notte tra martedì e mercoledì 18.

Youssouf, che con la moglie condivideva anche il posto di lavoro nell’impresa di pulizie Vavassori di Bergamo, nel pomeriggio di mercoledì ha sporto denuncia in Questura: potrebbe essere l’inizio di un percorso giudiziario, con la Procura che nelle prossime ore dovrebbe aprire un fascicolo sul caso.

E in via Bugattone 2 c’è stato un lungo via vai di amici e parenti, in lacrime per l’improvvisa scomparsa della donna: anche loro, travolti dalla notizia, attendono spiegazioni su come sia potuto accadere.

Tanti i punti interrogativi che gli inquirenti saranno chiamati a risolvere, a partire dalle cause che hanno portato alla morte della donna e della piccola fino all’accertamento di eventuali responsabilità: il primo passo, in quest’ottica, sarebbe la nomina, da parte del sostituto procuratore Carmen Pugliese che si occupa del caso, di un medico legale incaricato di eseguire le autopsie.

Sul caso l’ospedale di Alzano Lombardo ha diffuso una nota: “In data 17 settembre, in corso di travaglio di parto regolare, è insorta improvvisamente una grave emergenza ostetrica. Nonostante il taglio cesareo eseguito in emergenza (codice rosso secondo i protocolli), alla nascita la bambina non appariva vitale; sono state eseguite comunque prolungate manovre rianimatorie che non hanno dato, purtroppo, esito favorevole. Le condizioni della mamma si sono repentinamente aggravate con immediato arresto cardiorespiratorio. Le manovre respiratorie hanno prodotto la stabilizzazione clinica ma la successiva evoluzione è stata purtroppo infausta. Esprimiamo il nostro più profondo cordoglio ai familiari e siamo loro vicini nell’immenso dolore”.

Lo stesso ha fatto la Regione Lombardia che tramite la Giunta ha espresso “cordoglio e vicinanza” alla famiglia della donna mentre l’assessore al Welfare Giulio Gallera ha annunciato di “aver già chiesto all’Ats di Bergamo di attivare una commissione di verifica, che sarà affiancata da specialisti del ‘Percorso nascite’ della direzione generale Welfare, per far luce su quanto accaduto”.

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