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Atalanta, una lezione molto amara: ma in Champions devi essere al top

Nerazzurri mai in partita a Zagabria: in Europa ogni errore si paga, bisogna fare di piu

Dal sogno all’incubo. Doveva e poteva essere la serata della festa: tanti, se non tutti i pronostici (e non solo dei tifosi bergamaschi) erano a favore dell’Atalanta, altro che Dinamo.

Invece l’Atalanta torna dalla prima di Champions con le ossa rotte, dopo aver preso quattro schiaffi, in una partita in cui i nerazzurri non sono mai davvero esistiti, costretti da subito a rincorrere gli avversari, timidi nei contrasti, quasi impauriti di fronte a un esame severo ma che non doveva essere insormontabile.

“Siamo all’università”, aveva detto il presidente alla vigilia. E perciò bisogna essere molto preparati a confrontarsi con chi ha comunque più abitudine a giocare queste competizioni. Dove ogni errore si paga.

L’Atalanta di Zagabria è la brutta copia della squadra che con Gasperini ha conquistato il terzo posto giocando un gran calcio anche contro le grandi della Serie A. Stavolta è la Dinamo che fa l’Atalanta: velocità, aggressività e, come sottolinea uno sconsolato Gasp nel dopo partita, tanta tecnica e qualità. Tutte armi che usate a mille all’ora e con una precisione micidiale accendono la Dinamo, padrona del gioco e delle fasce e quindi proprio sul terreno preferito dai nerazzurri e spengono molto presto le velleità dell’Atalanta. Sul 2-0 si spera nella rimonta, anche sul 3-0, perfino nella ripresa quando Gasperini inserisce un buon Malinovskyi e un volitivo Pasalic. Ma arriva il quarto gol e i nostri eroi non riescono mai a metterla dentro.

Troppe reti subite in tre partite di campionato (6) e in Champions, 4 in una sola. La solita rete nei primi dieci minuti, un problema che è un brutto vizio. E non sempre poi rimonti…

È una dura lezione, così la vede lo stesso Gasperini in una delle serate più amare da quando guida l’Atalanta. Spiace che sia successo alla prima di Champions, però se può servire per dare la sveglia e far capire che in Europa serve un cambio di passo, allora anche questo brutto ko potrà essere utile. Se ne sono già accorte le italiane più esperte, non più tardi dell’altra sera l’Inter che ha rischiato di crollare in casa con lo Slavia Praga.

Vuol dire… Che la Dinamo Zagabria non è la squadra materasso del girone e nemmeno ora si può dire che siano dei fenomeni. Però bravi a colpire e disarmare l’Atalanta proprio là dove solitamente la squadra del Gasp sa esprimersi meglio.

Il 4-0 fa male, non è la fine del mondo se ti fa capire come devi ripartire nella prossima di Champions e devi anche rialzarti subito in campionato. Anche per Zapata con la Dinamo è stata una serata nera, ora c’è con la Fiorentina subito l’occasione per rifarsi. E ci sarà altrettanto per Muriel, tenuto in panchina perché non era il caso di rischiare in una partita ormai segnata. Si spera lo sia per Ilicic, altro ex che può fare molto di più dell’Ilicic fumoso visto a Zagabria.

Bisogna reagire subito e il capitano per primo ha già mandato un segnale: “Basta parlare e cullarsi sul terzo posto, bisogna fare di più e meglio”, ha ricordato il Papu. E in Champions, con più umiltà contro tutti.

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