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Atalanta inguardabile e polizia inflessibile: festa rovinata per i tremila bergamaschi fotogallery video

Dopo un lungo viaggio pieno di sogni, il fermo di dieci bus della Curva e quattro gol sul groppone

Qualcuno sugli spalti, a fine partita, pare si sia fatto dare un pizzicotto dall’amico vicino perchè pensava di aver fatto un incubo. O, almeno, ci sperava. E invece è tutta realtà. Quella che avrebbe dovuto essere una serata di festa in terra croata, si è rivelata una disfatta. In campo, e fuori.

Complice, sul terreno del Maksimir di Zagabria, un’Atalanta impresentabile. La peggiore, insieme a quella del 7-1 in casa dell’Inter due anni fa, dell’era Gasperini. Una Dea incapace di impensierire anche solo minimamente il portiere avversario, di contenere le offensive dei padroni di casa, e infine di reagire alle loro cannonate.

Una, due, tre, quattro sassate che hanno disintegrato una squadra apparsa già fin dai primi minuti troppo molle. A tratti intimorita, anche per la scarsa esperienza internazionale di tanti ragazzi, spaventati dal calore degli ultrà di casa.

È invece mancato, almeno fino a metà del primo tempo, il sostegno dei tremila bergamaschi nella Curva sud dell’obsoleto impianto di Zagabria (alla faccia delle rigide norme Uefa, ma questo è un altro discorso).

Il motivo del silenzio bergamasco è stato una forma di protesta contro la polizia croata, che tre ore prima della partita aveva bloccato al confine con la Slovenia una decina di bus della Curva, minacciando di non farli proseguire e di rimandarli indietro. A bordo, secondo gli agenti, sarebbe stato trovato un coltello. Per i tifosi, invece, si sarebbe trattato di un cavatappi.

Fatto sta che il via libera per ripartire è arrivato, dopo una lunga trattativa, solo alle 20.35 e i curvaioli sono potuti entrare al Maksimir solo al 23esimo. Una beffa, considerando il lungo viaggio iniziato alle prime luci dell’alba. In tempo comunque per concludere la giornataccia con un pesante poker da portare sul groppone fino a Bergamo.

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