BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“Inchioda, fa cadere straniero in bici, se ne va senza soccorrerlo”: bravata o gesto razzista?

Un 24enne originario del Ghana martedì mattina si è recato in caserma dai carabinieri per sporgere querela

Se l’è cavata con poco, giusto qualche ferita superficiale. Ma lo sconforto, assicura chi gli è vicino, è molto forte.

Protagonista della vicenda un giovane richiedente asilo, ospite nel centro accoglienza di Capriate San Gervasio. Martedì mattina, 17 settembre, si è recato in caserma dai carabinieri perché vittima di un incidente, stando a quanto riferisce provocato da una persona alla guida di un pick-up grigio.

Secondo la versione resa ai militari, erano più o meno le 9 di lunedì 16 settembre quando il 24enne, originario del Ghana, stava pedalando in bicicletta nella vicina Trezzo d’Adda. Dopo avere oltrepassato l’intersezione con via XI Febbraio, ha imboccato via Fermi prima di essere superato da un’auto (il pick-up grigio) con due persone a bordo.

Una volta percorsa la salita del ponte autostradale dell’A4, il pick-up avrebbe improvvisamente arrestato la sua marcia permettendo al ragazzo di avvicinarsi. Solo a quel punto il conducente sarebbe ripartito, ma a velocità molto bassa verso la piazza, mantenendo l’andamento lento anche nel tratto in discesa e costringendo il ragazzo più volte a frenare per evitare di tamponarlo.

Oltrepassata la rotatoria dopo il ponte, la persona alla guida, senza apparente motivo, avrebbe inchiodato nel bel mezzo della carreggiata. Il giovane, colto nuovamente di sorpresa, avrebbe frenato bruscamente perdendo il controllo della bici e cadendo: prima sulla parte posteriore del veicolo e poi a terra, sull’asfalto, procurandosi delle abrasioni al ginocchio destro.

Subito dopo l’impatto – ricostruisce la denuncia – il conducente del pick-up sarebbe ripartito senza verificare le condizioni del giovane e senza prestargli alcun soccorso.

Ad accompagnare il 24enne dai carabinieri, martedì mattina, c’era Silvia Vaccarini, referente della struttura che lo ospita. Il ragazzo, nella denuncia, dichiara di non poter sapere se il gesto sia stato o meno intenzionale, per quanto il comportamento del guidatore risulti abbastanza anomalo, così come lo ha descritto.

La donna, invece, è convinta che non si sia trattato di una svista: una bravata, forse, ma a sfondo “razzista”. Per questo lo ha aiutato a sporgere denuncia. “L’auto si è messa davanti a lui, frenando ed accelerando in continuazione finché il ragazzo non è caduto – commenta -. Per fortuna se l’è cavata con poco, ma poteva finire diversamente. Non credo ad un incidente casuale, ad ogni modo è un atto che non si può accettare”.

Nell’agitazione del momento il giovane non è riuscito a memorizzare né la marca dell’auto né il numero di targa. Afferma però di essere stato soccorso da una donna, che l’avrebbe aiutato ad alzarsi e che avrebbe assistito alla scena, suggerendogli di contattare le forze dell’ordine.

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.