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Dieci furti nella case di Bergamo e provincia: a processo banda con 2 donne

Un paio di condanne, un patteggiamento e tre rinvii a giudizio per sei albanesi accusati di una raffica di colpi nel 2018

Un paio di condanne, un patteggiamento e tre rinvii a giudizio. Si è conclusa così l’udienza preliminare che vedeva imputati sei albanesi, tra cui due donne, accusati di aver compiuto nel 2018 una decina di furti in abitazione nella Bergamasca, tra Bergamo, Curno, Mozzo, Sorisole e Seriate, tra cui un colpo da 60mila euro ai danni di un noto avvocato, in vacanza con la moglie, residente nel capoluogo orobico.

Il gup Maria Luisa Mazzola ha condannato a 4 anni M. A., 43 anni, considerato l’autore materiale dei furti insieme a G. O., 38 anni, che ha invece patteggiato una pena a 2 anni e 8 mesi. Un anno e 4 mesi è invece la condanna rimediata da R. R., considerato il ricettatore della banda. Altri tre albanesi, tra cui le due donne, sono stati rinviati a giudizio solo per ricettazione: nelle loro abitazioni venne rinvenuta parte della refurtiva.

L’errore fatale, quello che ha portato alla cattura di tutti i componenti della banda, i malviventi lo compiono proprio durante il furto a casa dell’avvocato. Il primo settembre scoprono una cassaforte, ma non hanno gli attrezzi per smurarla. Allora tornano il giorno dopo, di domenica, smurano la cassaforte che contiene denaro e gioielli per 60mila euro, ma dimenticano un piede di porco nuovo di zecca con ancora appiccicato il codice a barre.

I poliziotti della squadra mobile risalgono al negozio di Curno dove l’attrezzo è stato comprato qualche ora prima del colpo, e dalle telecamere dell’esercizio commerciale vedono due uomini effettuare l’acquisto, per poi spostarsi nel parcheggio e salire su una Micra Nissan e una Fiat Croma. Grazie alle telecamere comunali, le due vetture vengono viste raggiungere la via dove abita il legale. Gli agenti accedono al sistema lettura targhe di Regione Lombardia e individuano gli intestatari delle auto e gli altri componenti della banda, che è accusata di aver compiuto altri 20 colpi tra Como e Varese.

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