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Col suo ponte “Broken” Sara Mariolini da Entratico tocca il cuore di Genova

Con il manifesto “Broken”, e la parola "Genova" che si trasforma nel Ponte Morandi crollato, la graphic designer Sara Mariolini di Entratico ha vinto il contest #UNMANIFESTOPERGENOVA

Un tratto rosso come un taglio nelle pelle viva che non si rimargina. Un segno rosso che richiama il dolore di una ferita lancinante. Una riga rossa che simboleggia il ponte di Genova crollato con tutto il suo carico di vite umane e di dolore.

Il nome della città –GENOVA– che richiama il ponte Morandi e più in basso un tratto rosso (la parte crollata) su uno sfondo nero che, obliquo, dà l’impressione di cadere verso il basso senza mai toccare il fondo: con il manifesto “Broken” (rottura) realizzato con la tecnica dell’illustrazione, la graphic designer Sara Mariolini di Entratico ha vinto il contest #UNMANIFESTOPERGENOVA.

Il contest, senza nessun premio in denaro, richiedeva di realizzare un manifesto su formato 50×70 cm che esprimesse le idee, i concetti, i sentimenti per Genova e per la Liguria anche alla luce del crollo del ponte Morandi, partendo dalla constatazione che davanti alle tragedie più annichilenti si debba saper esprimere parole e gesti di riscatto e riscossa. E questi contenuti dovevano essere espressi nella forma del segno, più o meno iconico, certamente grafico o pittorico, sicuramente “con libertà di tratto e di pensiero –come sottolinea il responsabile dell’iniziativa Federico Alberto -. In un anno molte cose sono cambiate, lo sconcerto e lo sgomento hanno lasciato spazio all’emozione, poi al ragionamento e al ricordo e, infine, alla voglia di rivedere presto Genova e la Liguria ricucite tra loro e con il resto dell’Europa, senza però poter dimenticare”.

sara mariolini broken

Per #UNMANIFESTOPERGENOVA sono state 69 le opere presentate da tutta Italia. A dominare è la computer grafica, seguita dal collage e dalla tecnica mista. Da segnalare una vasta partecipazione dei nati dopo il 1980: forse la voglia della generazione Y, i millennial, non è poi così tanto spenta. Con “Broken” e il punteggio di 8,83/10 la ragazza di Entratico, classe 1992, ha vinto il contest grazie “all’essenzialità della composizione – spiega la commissione – che al medesimo tempo riesce a essere algida e bruciante. Il segno tipografico diventa polisemico. Nome di luogo, di città, ma anche simbolo dell’accaduto attraverso l’iconicità dei tratti grafici che, disegnando il ponte caduto, compongono un’immagine urlante nella sua eleganza formale. Il tratto rosso sospeso provvisoriamente in mezzo al nero-buio dello sfondo blocca in un infinito ripetersi dell’uguale quanto non dovrà mai più accadere”.

Sara Mariolini, nata a Breno e trasferitasi nel dicembre scorso ad Entratico, che lavora in un’azienda grafica, in Franciacorta, dopo il diploma di primo livello nelle arti visive e grafica si è laureata all’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia. Ha partecipato a diversi contest realizzando il logo vincitore per il progetto di partecipazione partecipata “Un cuore per Marte” del Comune di Brescia; il poster grafico selezionato tra i migliori secondi per il progetto Chimera Contest e realizzando il logo per “Infopoint” della Regione Lombardia in collaborazione con ADI Design.

Dopo la graphic designer bergamasca si è classificato Antonio Massara di Palermo, classe 1961, con l’elaborazione digitale di manoscritto inchiostro su carta “Avanti” e il punteggio di 8,33/10; e Samantha Woods di Genova, ma nata a Hanau, (Germania), classe 1989, con “How many times have I crossed that bridge?”, totalizzando un voto di 8 su 10.

“Ho saputo del contest –  spiega Sara Mariolini – da Facebook. Il tema così attuale, delicato, carico di significati e nello stesso tempo doloroso mi ha spinto a partecipare. Dopo aver letto il regolamento su un block notes ho scritto la parola GENOVA, provando a spezzare le lettere come si è spezzato il Ponte Morandi. “Broken” è nato così, con le lettere stilizzate che rappresentano gli stralli, i tiranti trasversali in cemento armato”.

Il tratto rosso, dell’opera realizzata da Mariolini, è la lineetta centrale della lettera N, che inizia nella lettera E e termina nella A finale di GENOVA, a simboleggiare sia la parte caduta che i resti del Ponte Morandi abbattuti lo scorso giugno con la dinamite e il plastico collocati su piloni e stralli delle pile 10 e 11, che hanno fatto collassare la struttura ancora in piedi dopo il disastro dell’agosto 2018.

“La parola “Genova” – racconta la graphic designer della Valcavallina – si trasforma nel Ponte Morandi. Le lettere richiamano l’armatura della struttura. Sembra cosi rigida, solida, resistente.. eppure ecco che la N si spezza cadendo nel buio, ricordando la parte del ponte crollata. Una Genova dal cuore spezzato. Il ponte era una protezione. Mai si sarebbe pensato di vederlo cadere. Mai.. più!” In fondo all’opera “Broken” la data –14.08.18– e l’ora -11:36 H-. Un anno fa, alle 11.36 del 14 agosto 2018, mentre su Genova cadeva un violentissimo temporale, il viadotto Morandi crollava su stesso, portando con sé auto e camion e provocando la morte di 43 persone. “Ho attraversato il Ponte Morandi ad aprile. Quando ho saputo della tragedia mi è riaffiorato alla mente il ricordo di quando, qualche mese prima, sono passata su quel tratto di strada”.

Le opere saranno messe in mostra, a Genova, a partire dall’autunno prossimo. Verranno esposti gli elaborati originali di coloro i quali hanno utilizzato tecniche tradizionali e la stampa di quanti hanno utilizzato la computer grafica. Un’asta benefica in busta chiusa permetterà l’acquisto degli originali esposti. Il ricavato sarà devoluto a un soggetto non profit scelto dal Comune di Genova.

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