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Il bergamasco Omar Rota-Stabelli è il nuovo Presidente della Società italiana di biologia evoluzionistica

Ha 43 anni ed è un ex allievo del Collegio Vescovile Sant'Alessandro di Bergamo.

Nato a Bergamo nel 1976 è ricercatore presso la Fondazione Edmund Mach (FEM) di San Michele all’Adige, in provincia di Trento, dove si occupa di filogenesi e filogenomica di insetti invasivi, microrganismi patogeni e di biocontrollo, piante da frutto, cordati, e tutto quello che possiede dell’ acido nucleico.

Si laurea nel 2003 in Biologia all’Università degli studi di Milano con una tesi sull’evoluzione del DNA mitocondriale di artropodi con Graziano Pesole. Nel 2006 partecipa al suo primo congresso SIBE a Firenze e capisce che si tratta di una società molto speciale, nata dalla passione dei suoi soci e non da interessi accademici: da allora
non ha perso un congresso.

Nel 2009 finisce il dottorato in Molecular Evolution presso la University College of London con una tesi sull’evoluzione molecolare degli ecdisozoi con Max Telford e Ziheng Yang, contribuendo alla soluzione di alcune problematiche filogenetiche di lungo corso. Al congresso Sibe di Milano del 2010 viene eletto a sorpresa
consigliere SIBE. Ottiene un postdoctoral fellowhip dell’ Irish Research Council per un progetto sulla terrestrializzazione animale (con Davide Pisani presso la National University of Ireland) che gli permette di imparare la complessa arte scienza del molecular clock.

Torna in Italia come Cofound postdoctoral fellow con un progetto sulla filogenomica degli insetti presso FEM. Qui scopre che le precipitazioni annue sono più alte in Trentino che a Dublino; riesce comunque ad organizzare nel 2013, assieme al suo sister-group Lino Ometto , il V congresso SIBE a Trento. Presso FEM comincia un interessante connubio scientifico con entomologi, patologi vegetali, microbiologi e bioinformatici grazie ai quali può applicare nozioni evolutive a diversi organismi di interesse agrario e medico.

Dal 2015 è docente a contratto all’Università di Padova e nel 2017 diventa ricercatore a tempo indeterminato. Fin ora ha pubblicato 35 articoli con 117 coautori diversi ed è stato orgoglioso correlatore di 4 tesi di laurea e 2 di dottorato. Nel tempo libero si dedica ad attività di outreach, all’enologia, fa passi alpini in bicicletta coi
colleghi e cura l’orto e la casa con i suoi due figli e la sua compagna.

Ma che cosa vuole fare Rota Stabelli per la Sibe? Innanzitutto serve essere pragmatici perché gestire una società non è banale: il suo primo obbiettivo è quindi di contribuire a mantenere la gestione ordinata degli ultimi due direttivi. Un suo obbiettivo strategico è di aumentarne la visibilità e l’interazione con altre società, sia estere che italiane: nel vecchio direttivo ha proposto un congresso internazionale congiunto Sibe-Smbe che verrà riproposto in futuro. Gli piacerebbe che la Sibe fosse un po’ meno “zoologica” e più trasversale e per questo crede che sarà utile interagire di più con altre società italiane.

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