La Curia apre l’Aula Picta alla città: sarà museo moderno collegato a Piazza Vecchia
Investimento da circa 3 milioni di euro, senza intoppi tutto pronto a fine 2021: si lavora su una superficie di 1.600 metri quadrati, impreziositi da affreschi, mosaici e straordinarie testimonianze di epoche passate.
Uno spazio aperto verso la città, un nuovo gioiello da incastonare in Piazza Vecchia: l’Aula Picta della Diocesi di Bergamo si appresta a diventare uno spazio espositivo originale, capace di aggiungere al già ricco patrimonio di questo angolo di Città Alta un ulteriore elemento di interesse, legato a un percorso in cui arte e fede si intrecciano indissolubilmente.
Lo spazio dentro il quale ci si sta muovendo è tanto unico quanto prezioso e delicato: gli scavi esplorativi già in corso stanno mettendo in luce un patrimonio di inestimabile valore che era celato sotto la pavimentazione, dietro le pareti e i soffitti.
Un lavoro necessario per confermare o modificare il progetto iniziale che prevede un intervento a lotti, tre in tutto, su una superficie complessiva di 1.600 metri quadrati ai quali se ne aggiungeranno altri 600 scoperti che potranno essere sfruttati per esposizioni all’aperto.
“Radici e ali sono le immagini che accompagnano questo progetto – spiega il vescovo Francesco Beschi – Le radici non sono solo quelle sepolte in questi edifici ma sono nella storia della Diocesi e della città. A volte emergono, in questo caso tramite uno spazio emblematico e affascinante. E poi le ali che ci portano a volare e guardare verso il futuro: non vogliamo essere solo custodi di queste bellezze ma vogliamo aprirci alla città con un progetto da portare avanti con delicatezza e rispetto, che si propone come ulteriore elemento di crescita culturale e spirituale. Non vogliamo che sia museo tradizionale, ci stiamo mettendo testa ed entusiasmo”.
A ottobre la Diocesi pubblicherà un bando di gara per affidare i lavori: il progetto è già stato autorizzato dalla Soprintendenza e, nella migliore delle ipotesi, potrebbe vedere la luce a fine 2021.
A fine 2020, invece, dovrebbe essere completato il primo lotto che comprende l’Aula Picta, una sala adiacente, la scala che porta al primo piano e l’ingresso da Piazza Vecchia passando dalla cancellata in acciaio di fianco al battistero.

A quel punto la prima parte del museo sarà completamente fruibile e visitabile: un altro anno, poi, per completare secondo e terzo lotto.

La stima complessiva dei lavori, nella quale sono già state messe in conto eventuali “sorprese” che potrebbero emergere dalle indagini preliminari, si aggira attorno ai 3 milioni di euro.
“Quello che vogliamo fare non è semplicemente appendere dei quadri – spiega l’architetto progettista Giovanni Tortelli – Ci troviamo in un’aula suggestiva, con affreschi affascinanti e mosaici che sono emersi. Introdurremo degli elementi di modernità, ma non fini a se stessi per voler essere a tutti i costi tecnologici. Abbiamo fatto qualcosa di simile a Ferrara, al museo ebraico, dove multiproiezioni immersive e grandi grafiche sono diventate a loro volta materiale espositivo”.
“La Soprintendenza non si è limitata a visionare e autorizzare il progetto – precisa l’architetto Cinzia Robbiati – Abbiamo condiviso metodi e intenti, dall’idea e dall’obiettivo di rendere fruibile uno spazio eccellente della città. È la valorizzazione di un luogo che coniuga contenuti artistici e storici”.
Entusiasta dell’iniziativa anche il Comune di Bergamo: “Siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla scelta della Diocesi di fare questo regalo alla città – ha concluso il sindaco Giorgio Gori – Mi affascina l’idea che ciò che è del Comune, della Diocesi o della varie fondazioni possa essere vissuto e visitato nel modo più funzionale possibile. Per questo credo si debbano fare dei lavori anche sulle vie di accesso a Piazza Vecchia, portando i turisti a esplorare anche altri itinerari alternativi alla solita Corsarola”.


