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“Cambiamo!” arriva a Bergamo: “Primarie per i vertici, facce nuove e persone capaci”

Sono già diversi i politici bergamaschi a ogni livello che hanno abbracciamo il movimento fondato dal presidente della Liguria Giovanni Toti: "

Nessuna polemica e niente rancori, ma una gran voglia di voltare pagine e di dare vita a una proposta politica nuova che ponga le proprie basi nell’esperienza amministrativa, nel merito e nelle capacità riconosciute: sono le premesse che hanno portato anche a Bergamo “Cambiamo!”, il movimento nato sotto la spinta del presidente della regione Liguria Giovanni Toti e che ha accolto nelle sue fila diversi ex esponenti di Forza Italia.

A partire dai parlamentari bergamaschi Alessandro Sorte e Stefano Benigni che, pur precisando che non ricopriranno alcuna carica nell’organigramma provinciale, sono tra i promotori dell’iniziativa: “Saremo una forza moderata, libera e popolare, distinta dalla Lega e che mai presterà deputati e senatori alla causa del governo giallorosso – sottolinea Sorte – Il cammino che abbiamo di fronte è molto difficile ma i nostri obiettivi sono ambiziosi: vogliamo occupare con una classe politica rinnovata quello spazio vuoto enorme che abbiamo oggi nell’area moderata del Paese. Come si realizza il rinnovamento? Partendo dal basso, dalle primarie che organizzeremo a ogni livello per costruire i coordinamenti comunali, provinciali, regionali e nazionale. È il modo migliore per fare affidamento su personalità attive e riconosciute dal territorio, senza scorciatoie o favori. Stiamo lavorando a nomi di peso che daranno l’idea della rivoluzione nel modo di fare politica in provincia che abbiamo in mente”.

Su chi siano questi “nomi”, bocche sigillate e solo smorfie dubbiose verso chi interroga sull’ex segretario provinciale di Forza Italia Paolo Franco: per ora bastano i rappresentanti che hanno già deciso di fare un passo avanti pubblico, dai già citati parlamentari al presidente della Comunità Montana Valle Brembana e sindaco di Lenna Jonathan Lobati, dal sindaco di Premolo e consigliere provinciale Omar Seghezzi al vicesindaco di Verdellino Umberto Valois e da storici amministratori locali come l’ex sindaco di Torre Boldone Claudio Sessa.

Cambiamo Bergamo

“Ritenevamo necessario e opportuno dare un’offerta politica nuova all’interno del centrodestra – aggiunge Benigni – Per noi cambiare implica buon senso, coraggio e capacità di guardare le cose senza pregiudizi. Cambiare comporta responsabilità, quella di rispondere alle esigenze di migliaia di elettori, amministratori e sindaci che si riconoscono nel centrodestra ma non avevano più una casa alla quale fare riferimento. Partiremo dalla coerenza, con chiarezza sin dall’inizio: mai col Pd e con confronto diretto, schietto e sincero all’interno del centrodestra. L’obiettivo è tornare al governo del Paese, per riportare in cima all’agenda la crescita e lo sviluppo del Paese”.

Sul rapporto con Forza Italia, la posizione è chiarissima: “Per molti di noi è stata la casa da quando ci siamo approcciati alla politica ma non potevamo più andare avanti – spiega ancora Benigni – Da parte loro non c’era volontà di cambiare una classe dirigente ormai logora e non hanno chiarito alcune ambiguità: se lo faranno più avanti, comunque, nessuna preclusione al dialogo. Quindi, senza polemica, vogliamo rappresentare un centrodestra moderno e aperto, partendo dalle realtà civiche sui territori che spesso sono esempio di buon governo”.

Provando a immaginare già il programma, Benigni fissa due punti cruciali: “Crescita economia e demografica: sostegno alla natalità per le giovani coppie e sostegno forte alla crescita economica a tutti gli imprenditori, soprattutto medi e piccioli che per troppi anni sono stati messi in difficoltà da politiche economiche fallimentari. Non dobbiamo inventarci nulla, solo prendere esempio da chi ce l’ha fatta, come la Spagna. E si partirà dall’edilizia, che metterà in moto un mondo di altri settori, e dalla sanità, perchè non possiamo più accettare le migrazioni da Sud a Nord per farsi curare”.

E ancora sull’Europa: “Per troppo tempo l’area moderata di centrodestra non ha avuto una linea politica precisa nel rapporto con Bruxelles – conclude Benigni – Non saremo né genuflessi né scontrosi: cercheremo il meglio per l’Italia, con forza e autorevolezza”.

Chi, con la sua storia, può rappresentare l’esempio di figura politica costruita dal basso con l’impegno sui territori è Jonathan Lobati, già al secondo mandato come sindaco di Lenna e fresco di nomina a capo della Comunità Montana: “Quando si costruisce qualcosa di nuovo lo si fa dalle fondamenta e noi così abbiamo voluto fare. Le primarie per tutti faranno in modo di mettere sempre in discussione la classe dirigente, che deve avere il consenso della gente. Vogliamo essere il partito del curriculum, nei ruoli chiave ci va chi ha esperienza e merito. E il partito degli eletti, non quello dei commissari”.

“Cambiamo!” si vuole dare un’identità netta e riconoscibile, distinta dalle esperienze note: “Non andremo a Pontida – precisa Sorte – e siamo diversi da Fratelli d’Italia. Con il resto del centrodestra abbiamo visioni differenti ma sono sfumature non insormontabili. Non rincorreremo nessuno, chi si avvicina a noi lo dovrà fare a precise condizioni”.

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