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Tragedia di Azzano, entro Natale la verità sull’incidente

Il giudice vuole definire quale sia stata la dinamica, le traiettorie e a quale velocità i due mezzi si sono scontrati, oltre al punto di impatto

Ci vorranno tre mesi per far luce sulla tragedia di Azzano San Paolo. Ieri il giudice delle indagini preliminari, Vito Di Vita, ha nominato l’ingegnere Fabio Donato, consulente tecnico di Milano, come perito che dovrà eseguire la perizia cinematica in incidente probatorio su quanto accaduto nella notte tra il 3 e il 4 agosto, lungo la strada Cremasca, dove morirono gli amici Luca Carissimi, 21 anni, e Matteo Ferrari, 18 anni, entrambi del quartiere cittadino di Borgo Palazzo.

Erano su una Vespa 125, e sono stati investiti dalla Mini Cooper condotta da Matteo Scapin, 33 anni, di Curno, ai domiciliari con l’accusa di omicidio colposo (stradale) e omissione di soccorso. Al suo fianco c’era la fidanzata.

L’incidente probatorio è la procedura che, a indagini ancora aperte, consente di acquisire un parere terzo, con valore di prova, in questo caso una ricostruzione completa dell’incidente e delle sue possibili cause.

L’obiettivo  è capire cosa è successo quella notte, a partire dai primi screzi nella discoteca Setai di Orio al Serio, al litigio fuori dal locale in cui Scapin era stato malmenato, fino alla collisione tra la Mini e la Vespa con le due vittime. Il giudice chiede a Donato di definire in particolare quale sia stata la dinamica, le traiettorie e a quale velocità i due mezzi si sono scontrati, oltre al punto di impatto.

Oltre alla scadenza del 26 dicembre (tre mesi) il giudice ha già fissato anche l’udienza in cui sentirà le conclusioni del perito: il 14 gennaio. Alla procedura parteciperanno anche consulenti delle parti.

L’ingegner Luigi Fiumana per la difesa di Scapin (assistito dagli avvocati Riccardo Tropea, Andrea Pezzotta e Anna Marinelli), Domenico Romaniello per la procura, Dario Di Stefano per la famiglia di Matteo Ferrari (assistito dall’avvocato Dimitri Colombi), mentre nessuna nomina da parte dei famigliari di Luca Carissimi (il difensore è Francesca Longhi), che si rimettono al parere del perito.

Determinanti gli accertamenti sui mezzi per ricostruire la dinamica e il sopralluogo sui punti del percorso tra il parcheggio fuori dal Setai e il punto di impatto tra i due mezzi. Fu un momento di panico di Scapin, impaurito dopo una notte di litigi e la rottura del lunotto della sua Mini? Questa è la versione che il 33enne aveva fornito e parzialmente accredita dal gip che ha riqualificato l’omicidio volontario contestato dalla procura in omicidio colposo stradale e omissione di soccorso.

Per il pm Raffella Latorraca, che contesta l’omicidio volontario, il giovane sarebbe stato mosso da rivalsa. Lo stesso pm che ha impugnato l’ordinanza del gip sostenendo che il dolo, che secondo il giudice non c’era, era evidente. In buona sostanza per l’accusa ci sono gravi indizi per sostenere che Scapin, già su di giri per le offese alla sua ragazza, si sia ulteriormente innervosito quando, affiancato dai due ragazzi in Vespa, ha sentito un botto dovuto alla rottura del lunotto.

A questo riguardo nel frattempo dalle indagini sembra prendere quota l’ipotesi che a rompere il lunotto posteriore della Mini possa essere stato un colpo sferrato con un casco da uno dei ragazzi in Vespa. Inoltre a corroborare la tesi del pm sono arrivate otto nuove testimonianze. Si tratta di giovani che la notte dell’incidente si trovavano vicino al semaforo tra via Portico e l’imbocco con la Cremasca, o lungo la pista ciclopedonale che fiancheggia via Portico, e nella zona dove è avvenuto l’impatto. Il 24 settembre il Riesame deciderà il ricorso della procura che ipotizza per l’omicidio volontario.

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