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Scuola al via: “Che sia palestra di gentilezza, accoglienza e dialogo”

Prima campanella per oltre 136mila studenti delle scuole bergamasche. L'appello a studenti e famiglie del dirigente scolastico, Patrizia Graziani

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Sono oltre 136mila gli studenti e le studentesse delle scuole bergamasche statali che ritornano in classe il 12 settembre. Come ogni anno, il Dirigente Scolastico Patrizia Graziani ha scritto una lettera indirizzata agli studenti e alle loro famiglie. Tanti gli appelli e i consigli per affrontare al meglio il nuovo anno scolastico.

LA LETTERA

Gentilissimi,
siamo pronti per iniziare un nuovo anno scolastico, carico di aspettative da vivere con gioia ed entusiasmo, insieme ai compagni di classe ed agli insegnanti. La nostra scuola sprizza energia e si conferma coraggiosa, vivace, inclusiva, aperta all’innovazione, seria e rigorosa, in grado di alimentare coesione sociale e convivenza civile.

La scuola va vista e vissuta come palestra di gentilezza, come un luogo fisico dove ci si allena a vivere con rispetto il rapporto con gli altri e dove si coltivano relazioni autentiche, vere fra le persone, in un clima sociale sano e positivo.

La fiducia nei confronti degli insegnanti e il dialogo educativo fra la famiglia e la scuola hanno un ruolo chiave per
prevenire situazioni di conflittualità vivendo bene la grande avventura dell’educazione e dell’apprendimento, che presenta anche difficoltà da affrontare e ostacoli da superare, proprio per migliorarsi.

In tal senso chiedo ai genitori e ai ragazzi di accettare le imperfezioni e le fragilità. L’immagine del vincente ad ogni costo deve lasciare spazio all’accettazione di un insuccesso, di un voto negativo oppure di un voto positivo, ma inferiore alle attese. Dobbiamo avere il coraggio di lasciare sbagliare i figli, perché è anche così che imparano e si risollevano! Chi non scivola mai da ragazzo, rischia di scivolare da adulto. E sbagliando a scuola si rimedia
sempre, ma se si sbaglia da adulti l’errore può diventare una macchia sociale.

Privilegiare sempre il dialogo costruttivo significa anche non fare i semplici spettatori, ma agire e avere il coraggio di parlare di fronte a eventuali fenomeni di bullismo e di cyberbullismo, chiedendo aiuto sia per la vittima del bullo sia per il bullo stesso, il quale non va considerato un leader positivo da imitare, anzi, va aiutato a modificare il proprio comportamento negativo.

Alle studentesse e agli studenti rivolgo l’invito ad alzare lo sguardo e ad osservare il mondo con occhi curiosi e pieni di stupore. Nutritevi sempre di meraviglia lungo il vostro percorso di vita! La meraviglia è un carburante formidabile verso continui slanci, imprese e scoperte, immaginando soluzioni innovative e sostenibili di fronte ai piccoli e grandi problemi di ogni giorno, allargando il più possibile gli orizzonti.

Ringrazio i dirigenti scolastici, i docenti, tutto il personale della scuola bergamasca e dell’Ufficio Scolastico Territoriale, per l’elevata professionalità e lo spirito di servizio dimostrati anche in questa fase, per garantire un sereno avvio del nuovo anno scolastico. A ciò si aggiunge il fatto altrettanto importante dei numerosi dirigenti scolastici neoassunti nelle scuole bergamasche, ai quali porgo un cordiale saluto di benvenuto e un sincero augurio di buon lavoro.

Un grazie alle associazioni dei genitori, al mondo produttivo e del terzo settore, ai rappresentanti delle amministrazioni, alle organizzazioni sindacali: a tutti quanti lavorano e si impegnano per la realizzazione di un sistema di istruzione e formazione di elevata qualità, di una scuola inclusiva, che sia davvero “per tutti e per ciascuno”.

Siamo tutti chiamati ad accompagnare i nostri bambini e ragazzi con autorevolezza, innanzitutto attraverso la buona testimonianza, aiutandoli a fidarsi di noi, garantendo loro positive opportunità di crescita sociale e culturale.

Ricordiamoci sempre che l’apprendimento e l’insegnamento sono basati prevalentemente sulla relazione forte fra studente e insegnante, così è fondamentale avere il coraggio di far vivere ai propri figli l’eventuale insuccesso scolastico come una modalità per risalire la china, che è uno degli scopi dell’educazione!

Impegniamoci tutti perché i giovani, che sono i protagonisti della scuola, mettano sempre al centro il valore della persona e del suo pieno sviluppo, dell’accoglienza e del dialogo tra le culture, il valore e il rispetto della vita contro ogni forma di violenza e prevaricazione.

Buon anno scolastico!

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