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Folla commossa per l’addio a Bruni, Bergamo si stringe attorno all’amato sindaco fotogallery

Moltissime le persone che hanno preso parte alla cerimonia, nel cortile di Palafrizzoni

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Un lungo addio. Sentito. Commosso. Sono moltissime le persone che alle 15 sono arrivate a Palazzo Frizzoni, alla cerimonia civile per dare l’ultimo saluto all’avvocato ed ex sindaco di Bergamo, Roberto Bruni, morto a 70 anni dopo una lunga malattia. La commemorazione si è celebrata in cortile. Troppo piccolo per contenere tutte le persone.

Carlo Salvioni, presidente del Comitato Antifascista, ha ricordato Roberto Bruni che aveva il nome dello zio Roberto, morto nel campo di sterminio di Dachau in Germania, perché antifascista e partigiano. Il padre dell’ex sindaco, l’avvocato Eugenio, è stato per molti anni il presidente del Comitato Antifascista. “Roberto – ha detto – è stato il miglior avvocato penalista della sua generazione”.

Il sindaco Giorgio Gori ha così parlato davanti alla bara dell’ex collega, più volte definito come un maestro, un punto di riferimento. “Alla camera ardente in questi giorni è stato un continuo transito di persone. Anche semplici cittadini, perché sapevano che era una brava persona. La vostra presenza oggi è un ulteriore attestato di affetto e stima trasversale. Ci ha lasciato un uomo retto, rigoroso, tollerante, moderato, affettuoso, romantico, riservato, mite ma intransigente rispetto ai suoi valori. Un uomo delle istituzioni a prescindere, ancor prima dell’essere stato sindaco. Bruni è stato un difensore del diritto e dei diritti, ha legato la sua vita alla promozione della giustizia. Anche quella sociale. Mi ha dato sicurezza sapere che lui c’era. Più volte, nei passaggi più delicati del mio mandato mi sono rivolto a lui, chiedendo la sua approvazione. Era un uomo laico, ma da lui ho capito che l’impegno civile può essere una forma di carità, un valore profondamente cristiano – prosegue Gori -. Ci mancherà nel suo carattere riservato e nel suo sorriso. Abbiamo responsabilità di rendere omaggio alla sua memoria, ai valori che ci ha lasciato”. Il discorso del sindaco viene interrotto da un lungo applauso.

Nadia Ghisalberti, assessore alla Cultura e compagna di tante battaglie politiche con Roberto Bruni, è in lacrime mentre pronuncia il suo discorso: “Il tuo sorriso timido è il ricordo più bello che porto nel cuore. Da te avevamo ancora tanto da imparare, ci hai lasciato troppo presto”.

A seguire gli interventi di rappresentanti di avvocati e magistrati, dell’onorevole Pia Locatelli, della deputata del Pd Elena Carnevali, dell’ex candidato alle regionali Umberto Ambrosoli e dell’amministratore delegato di Sacbo, Emilio Bellingardi, società dell’aeroporto di Orio al Serio di cui Bruni era presidente.

E anche le parole della figlia, Federica. Alla famiglia, in questi giorni, sono arrivati tantissimi messaggi di cordoglio da tutte le parti politiche, a dimostrazione di quanto Bruni fosse un sindaco e una persona stimata.

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