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Accordo Dalmine-Ministero: la pena si sconta con lavori di pubblica utilità

Anche il Comune di Dalmine potrà far svolgere lavori di pubblica utilità come sanzione penale sostitutiva per reati di non particolare gravità

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Grazie a una convenzione sottoscritta col Ministero della Giustizia mercoledì 11 settembre al Tribunale a Bergamo, anche il Comune di Dalmine potrà far svolgere lavori di pubblica utilità come sanzione penale sostitutiva per reati di non particolare gravità.

“In questi primi mesi di amministrazione abbiamo fortemente voluto lavorare per arrivare in tempi brevi alla stipula della convenzione, che consente a una persona di restituire alla comunità parte del suo tempo svolgendo lavori di pubblica utilità – ha spiegato il sindaco Francesco Bramani -. Le prestazioni riguarderanno soprattutto il lavoro nella manutenzione, nel decoro di beni del patrimonio e del verde pubblico e altre attività pertinenti la specifica professionalità del condannato. Rieducazione e solidarietà sociale sono i valori alla base di questa convenzione, che si basa sulla possibilità di risarcire socialmente per il danno o per il reato compiuto”.

Come ricordato dal Ministero della Giustizia, la prestazione di lavoro viene svolta a favore di persone affette da HIV, portatori di handicap, malati, anziani, minori, ex detenuti o extracomunitari; oppure nel settore della protezione civile, della tutela del patrimonio pubblico e ambientale o in altre attività pertinenti alla specifica professionalità del condannato.

L’attività viene svolta presso gli Enti che hanno sottoscritto con il Ministro, o con i Presidenti dei Tribunali delegati, le convenzioni previste dall’art. 1 comma 1 del D.M. 26 marzo 2001, che disciplinano le modalità di svolgimento del lavoro, nonché le modalità di raccordo con le autorità incaricate di svolgere le attività di verifica.

Originariamente, la sanzione era prevista nei procedimenti di competenza del giudice di pace mentre poi lo spettro di applicazione della sanzione è stato successivamente allargato a numerose e diverse fattispecie penali, che hanno configurato il lavoro di pubblica utilità come una modalità di riparazione del danno collegata all’esecuzione di diverse sanzioni e misure penali, che vengono eseguite nella comunità.

Attualmente trova applicazione anche nei casi di violazione del Codice della strada; nei casi di violazione della legge sugli stupefacenti; come obbligo dell’imputato in stato di sospensione del processo e messa alla prova; congiuntamente alla pena dell’arresto o della reclusione domiciliare, ancora in attesa della regolamentazione prevista dai decreti legislativi in corso di emanazione; come obbligo del condannato ammesso alla sospensione condizionale della pena; modalità di attuazione del programma di trattamento del detenuto ammesso al lavoro all’esterno.

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