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A Loreto le finali del torneo Leo Morghen: quando tennis fa rima con beneficenza

L'intero ricavato verrà donato al progetto "Casa di Leo"

Erano in cento esatti a maggio, nel giorno dell’inaugurazione, per i primi match. Sabato 14 settembre saranno invece quattro i tennisti che si sfideranno nelle finali del Torneo Leo Morghen: due per il singolo femminile, due per il singolo maschile.

Un successo dei numeri che diventa trionfo quando si scopre che dietro c’è uno sfondo benefico: l’intero ricavato, infatti, verrà donato al progetto “Casa di Leo”, com’è stato anche per le prime due edizioni nel 2017 e nel 2018.

Al Tennis Loreto c’è grande soddisfazione per l’ottima riuscita del torneo, che ha visto sfidarsi cento tennisti in quasi 900 incontri da maggio a settembre. Sabato l’atto finale, a partire dalle 16: la giornata-evento in via Broseta sarà aperta a tutti.

A guidare la macchina organizzativa è stato Federico Locatelli, sostenuto dai tanti amici del bar ristorante Il Clubbino.

La “Casa di Leo” è un alloggio accogliente, per famiglie con figli soggetti a frequenti e lunghe ospedalizzazioniì, principalmente all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Un’opportunità che aiuta i bambini ricoverati e le loro famiglie ad affrontare la malattia con più tranquillità.

La struttura è basata sulla complementarietà tra aree comuni e private; spazi comuni funzionali, moderni e sicuri che favoriscano la socializzazione, quali cucina, zona living, pranzo, relax, playroom, lavanderia; spazi privati, camera da letto, luminosi, ampi, essenziali ma completi, con il bagno privato. Inoltre, le famiglie hanno a disposizione:

– un luogo attrezzato per lavare, asciugare e stirare la propria biancheria che, affacciandosi direttamente sulla zona giorno, permette alle mamme di controllare i propri bambini presenti nell’area gioco;

– due postazioni internet fisse e wi-fi libero per comunicare con i famigliari rimasti a casa;

– alimenti di prima necessità per i pasti e la colazione oltre a prodotti per la pulizia dell’abitazione.

La “Casa di Leo” è un progetto promosso da Eos Onlus. Il nome si riferisce a Leonardo Morghen, per tutti Leo, nato il 3 febbraio 2005 a Mozzo, che fin dai primi anni della sua infanzia ha dovuto affrontare importanti problemi di salute che gli hanno reso difficili anche le più semplici azioni quotidiane come nutrirsi. Con la famiglia ha attraversato l’Italia e l’Europa in cerca di terapie, fino a trasferirsi negli Stati Uniti, più precisamente a Columbus in Ohio. Per sei anni Leo si è affidato alle cure del dottor Di Lorenzo al Nationwide Children’s Hospital poi, a 10 anni ci ha lasciato a causa della sua malattia rara ad oggi ancora sconosciuta.

L’associazione Eos Onlus è stata costituita nel 2010 con l’intento di aiutare le famiglie di bambini soggetti a continui e prolungati ricoveri in ospedali. Un gruppo di persone che ha iniziato la propria attività aiutando Leo e la sua famiglia ma anche assistendo nei successivi anni altre dieci famiglie.

Dall’esperienza positiva vissuta negli Stati Uniti con Leo e dalle difficoltà riscontrate invece nel supporto alle altre famiglie in Italia, è emersa la necessità di avere uno spazio per accogliere e aiutare un numero sempre maggiore di bambini e famiglie. Così, è nata la “Casa di Leo”, a Treviolo.

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