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Brembilla: “Quel viaggio a Cracovia con Bruni e le usanze polacche a noi poco note”

Marco Brembilla, oggi assessore ai lavori pubblici, era presidente del Consiglio nel quinquennio guidato da Roberto Bruni

Marco Brembilla, oggi assessore ai lavori pubblici, era presidente del Consiglio nel quinquennio guidato da Roberto Bruni. Lo saluta così.

È molto difficile per me, in questo doloroso momento, ricordare Roberto Bruni; per i tanti ricordi che si affollano nella mente, per il dolore che, seppur non inatteso, pervade la mente.

Vorrei qui parlare di lui in un modo un po’ diverso e meno ufficiale.

Roberto che ho conosciuto lavorando fianco a fianco dal 2004 al 2009, lui Sindaco ed io Presidente del Consiglio comunale e poi entrambi Consiglieri comunali.

Sono tanti i momenti condivisi e me ne vengono in mente alcuni sconosciuti ai più che  mostrano Roberto uomo e amico, nella non formalità del ruolo.

Allora ricordo in primis le corse a chi era più veloce ad augurare all’altro per primo buon compleanno, visto che entrambi siamo nati il 1° aprile: negli anni da Sindaco, ogni primo aprile riuscivo, con una scusa, ad attirarlo nella sala gruppi, dove tutti del suo staff e della presidenza erano riuniti in silenzio per esplodere negli auguri non appena entrava.

Ricordo il viaggio a Cracovia per le celebrazioni di Francesco Nullo, con la cena in cui nessuno dei due conosceva la tradizione polacca che non vuole mai il bicchiere di vodka vuoto. A un certo punto Roberto mi guardò e disse: “Ma tu riesci ad alzarti?”.

Il ricordo più tenero e commovente che, a distanza di anni, mi provoca ancora forti emozioni è legato al luglio del 2010 quando, dopo l’infarto che mi colpì e la terapia intensiva in coma farmacologico, al primo giorno del risveglio, Roberto ed Elena Carnevali fecero i matti per potermi salutare in terapia semi-intensiva. Entrambi al massimo della commozione mi strinsero le mani e strappai a Roby un sorriso quando dissi: “Quando finirà la sfiga?”.

E quel suo scrivere pochi appunti nelle discussioni in Consiglio e poi replicare con discorsi memorabili a braccio nel silenzio generale? La sua capacità politica espessa da Sindaco indimenticabile, da Consigliere comunale, regionale e Presidente di Sacbo.

Sì, ho avuto il privilegio, la fortuna e la bellezza di lavorare con una persona sempre rispettosa dei ruoli: ci capivamo con gli occhi, nelle fasi altalenanti della vita amministrativa.

L’ho visto l’ultima volta pochi giorni dopo Ferragosto: dopo il rituale e affettuoso abbraccio gli ho chiesto: come va Roby? Risposta: non male dai e tu? Perché la sua preoccupazione erano gli altri, la famiglia, gli amici di sempre e quelli, come me, incontrati nel cammino.

Carissimo Roberto, sei stato sottoposto ad anni di durissime prove e dolori. Ti abbraccio, abbraccio Maria Teresa e le tue amatissime figlie, Chicca in particolare che vive con me e in tua continuità l’esperienza amministrativa.
Grazie. Di tutto e per tutto.

Impossibile dimenticarti e pensare che non stai non stai più passeggiando sulle strade della tua amata Bergamo.

Buon cammino Roberto.

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