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Asili nido pubblici: Bergamo garantisce l’accesso a un bambino su 4 video

I 575 posti disponibili in strutture pubbliche, a Bergamo hanno un bacino d'utenza potenziale di 2205 bambini

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Solo un bambino su dieci può accedere a un asilo nido pubblico: è sconvolgente il risultato emerso dal rapporto “Il miglior inizio – Disuguaglianze e opportunità nei primi anni di vita” diffuso da Save the Children in concomitanza con l'inizio dell'anno scolastico.

asilo nido

Un'indagine che tiene conto dei risultati raccolti in 10 città e province italiane: Brindisi, Macerata, Milano, Napoli, Palermo, Prato, Reggio Emilia, Roma, Salerno e Trieste.

E a Bergamo?

Il Comune di Bergamo ospita 32 strutture dedicate ai bambini di età compresa tra gli 0 e i 3 anni: di queste 15 sono comunali o poli di infanzia pubblici, mentre i restanti 17 sono privati o accreditati.

Per quando riguarda la parte pubblica, gli asili nido negli ultimi 18 anni hanno aumentato la loro capienza di 239 posti, arrivando fino agli attuali 575 disponibili e rappresentando il 62% dell'offerta.

A questi si aggiungono i 349 posti delle strutture private, arrivando a 926: così Bergamo assicura la copertura del 35,5% della popolazione della fascia 0-2 anni e raggiunge pienamente l'obiettivo fissato dall'Unione Europea del 33% entro il 2020.

I 575 posti disponibili in strutture pubbliche, a Bergamo hanno un bacino d'utenza potenziale di 2205 bambini: significa che in città oltre uno su quattro vi può accedere.

Numeri che superano di gran lunga la media nazionale ma che ancora non soddisfano ancora il Comune di Bergamo: “Lavoriamo per fare sempre meglio – commenta l'assessore all'Istruzione Loredana PoliNegli ultimi anni il numero dei posti disponibili è aumentato sensibilmente, soprattutto a partire dal 2018/2019, con una crescita di 60 unità”.

Ma, ovviamente, non bastano a coprire tutte le richieste sottoposte al Comune che ad oggi si ritrova con 88 famiglie in lista d'attesa: “Questo è un dato che è cresciuto notevolmente da quando Regione Lombardia ha introdotto la misura dei 'nidi gratis' per le famiglie con determinate caratteristiche di reddito, garantendo loro il pagamento della quota. Di pari passo, invece, il Comune continua a sostenere le altre spese di sistema che ammontano a circa 5 milioni di euro l'anno. Un intervento importante per le famiglie che ha rischiato di mettere in difficoltà le amministrazioni, per le quali invece non sono previsti sostegni finalizzati all'ampliamento dell'offerta. Il problema è stato parzialmente stemperato dalla messa a regime del decreto sulla buona scuola, con contributi invece a favore degli enti gestori”.

Dal punto di vista degli interventi, il Comune di Bergamo non prevede per i prossimi anni costruzioni di nuovi edifici ma solo manutenzioni e ampliamenti dell'esistente, come successo recentemente a Loreto: “Tutti i nidi comunali sono stati riallineati alla nuova normativa di prevenzione incendi – aggiunge l'assessore – Poi abbiamo lavorato sui cosiddetti poli infanzia, aprendo due sezioni comunali dentro le scuole statali Girasoli di Santa Caterina e Meucci di Loreto. Oltre ai lavori edilizi siamo intervenuti sulla formazione di educatrici e insegnanti che aiutano così il bambino in passaggi più graduali nel loro processo di crescita e di acquisizione dell'autonomia”.

Le 17 strutture private, comunque, non rappresentano elementi estranei nella galassia dei nidi cittadini. Anzi: il Comune ricopre un ruolo di supervisione nel processo di accreditamento presso la Regione, garantendo anche ai loro operatori l'accesso a corsi formativi.

“Spesso sono loro a chiederci un supporto – spiega Poli – Così abbiamo creato un bel sistema, in cui loro possono rimanere sempre aggiornati. E dallo scorso anno abbiamo anche sperimentato una nuova formula di convenzionamento, cosiddetto 'leggero': noi gli assicuriamo un contributo fisso annuale, col quale il privato provvede all'abbassamento delle rette per almeno due famiglie. Non è molto, ma sono tutti interventi in grado di ampliare la platea dei beneficiari”.

Altro accorgimento facilitatore è la retta personalizzata per gli asili nido comunali, calcolata in base al vero reddito Isee: ad eccezione di quella massima, che scatta a una determinata soglia, tutte le altre sono stabilite in base alla specificità della famiglia e quindi sono differenti l'una dell'altra.

Un ultimo tema sensibile è quello legato ai casi di maltrattamento, di cui spesso si riempiono le cronache: “L'attenzione è ovviamente altissima – conclude Loredana Poli – Noi riteniamo che lo strumento ideale non sia la telecamera ma una modalità di lavoro che non lasci mai una persona sola con i bambini e la affianchi con un supervisore in grado di tastare il polso della situazione. Per noi è l'intervento più efficace per prevenire comportamenti gravissimi”.

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