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Altre auto, cadaveri e armi: task force dei Carabinieri nei fondali del lago d’Iseo

Al via la perlustrazione di una decina di siti segnalati per la presenza di materiale inquinante. Il colonnello Storoni: "Non sarà facile ma è un dovere morale"

L’operazione si preannuncia lunga e costosa, ma i carabinieri del comando provinciale di Bergamo intendono fare luce una volta per tutte su cosa si nasconde nel lago d’Iseo.

Auto, alcune con all’interno cadaveri, armi, tra cui un carrarmato della seconda guerra mondiale, e rifiuti di vario genere, anche tossici. Stando alle segnalazioni raccolte da sommozzatori e pescatori della zona, il fondale del Sebino è pieno di materiale accumulato soprattutto nel corso del secolo scorso.

Per questo il colonnello Paolo Storoni nei giorni scorsi ha predisposto una vera e propria task force di uomini che hanno iniziato la perlustrazione di uno dei bacini più profondi d’Italia. In particolare nell’area di Tavernola, quella in cui è stata recuperata la Ford Fiesta di Rosario Tilotta con all’interno un cadavere.

È stato questo ritrovamento che ha dato l’input decisivo al piano che era già stato ideato a fine luglio, in occasione del ricerche del turista olandese di 31 anni annegato tra Pisogne e Castro. In quell’occasione, con il corpo finito a cento metri di profondità, furono notate anomalie sul fondale.

Oltre ai militari dell’Arma di Bergamo, all’operazione partecipano i colleghi forestali, i sommozzatori di Genova con il loro robot Pluto, la motovedetta di Iseo, l’elicottero di Orio al Serio e gli uomini del Noe di Brescia. E, per recuperi difficoltosi, i sub della Marina Militare di La Spezia che hanno lavorato per la Ford Fiesta giovedì scorso.

Sono una decina i siti individuati finora, e che stanno per essere controllati.  Tutti sulla sponda bergamasca. Proprio nella zona di Tavernola e anche Riva di Solto, dove il lago è profondo fino a 250 metri. Ci sarebbero anche un ammasso di una trentina di carcasse d’auto e gli armamenti dei fascisti in ritirata al termine del secondo conflitto mondiale.

Dopo la scansione si provvederà alla bonifica e alle indagini per l’eventuale denuncia dei responsabili.

“Abbiamo l’obbligo morale di risolvere questa situazione – le parole del comandante Storoni, che ha ideato e coordina l’operazione – perchè la tutela dell’ambiente è uno dei nostri compiti. Spero ci possa essere collaborazione da parte di cittadini e amministrazioni, perchè non sarà facile. Non escludiamo che ci possano essere anche altri cadaveri in fondo al lago, di persone decedute per incidenti, gesti estremi o magari omicidi”.

Nel frattempo lunedì prossimo, all’istituto Labanof di Milano, il pool di esperti guidato dalla dottoressa Cristina Cattaneo dovrebbe effettuare l’esame autoptico sulla salma all’interno della Fiesta, per chiarire le cause del decesso.

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