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Quella volta in cui I Pinguini Tattici Nucleari illuminarono Brescia

Più di quattro mila persone, il 4 settembre scorso, in Piazza della Loggia, per il concerto dei Pinguini Tattici Nucleari

È sempre sorprendente constatare quanto potere e quanta forza abbia la musica: di far emozionare, di far ballare e soprattutto di riunire. Persone, storie, volti completamente diversi, che forse mai si sarebbero incontrati, o incrociati, nel corso della loro vita. Ma per una sera, per una passione in comune, c’è un punto di contatto. E per più di quattro mila persone, questo punto è stato il 4 settembre in Piazza della Loggia, per il concerto dei Pinguini Tattici Nucleari.

Il Brescia Summer Music ha ospitato, in una piazza gremita di gente, la band bergamasca in una delle loro ultime tappe del tour estivo Fuori Dall’’Hype.

La serata inizia intorno alle 20:45, dove la band La Superluna di Drone Kong riscalda il pubblico a suon di rock e di chitarre. Verso le 21:30, però la storia comincia a cambiare. Il palco si illumina: l’atmosfera si evolve. Il pubblico diviene sempre più consapevole che il momento è arrivato: il concerto sta per iniziare.

In quegli attimi di attesa, c’è molto, anzi tanto. Chiunque abbia partecipato ad un concerto sa perfettamente di cosa sto parlando. È proprio in quei momenti, in quegli attimi che si racchiude tutto. Quel concerto che sembrava così lontano, in realtà è lì. Tutto quello che è successo per arrivare in quel preciso istante, svanisce. O meglio, si compatta. Solo un pensiero: sta per accadere, è questione di attimi. L’ansia, l’agitazione… tutto scompare. La potremmo descrivere come la cosiddetta “calma prima della tempesta”, ma per fortuna la caratteristica di questa calma è proprio la brevità. E la tempesta ha un nome: Tetris. La canzone segna l’apertura ufficiale del concerto e con l’entrata in scena dei componenti della band, si può davvero iniziare. Fin da subito il pubblico non si permette di perdere un secondo e a squarciagola segue la canzone. Le parole per tutti sono le stesse, ma il significato varia per ognuno. Ognuno avrà sicuramente pensato al proprio pezzo del Tetris longilineo che “ finalmente quando arriva ti risolve tutto”.

La scaletta prosegue tra i pezzi più famosi dell’ultimo album e di quelli precedenti, che in maniera originale, diretta e unica sanno descrivere attraverso le parole e attraverso la melodia, quella che è la nostra generazione. Da NoNoNo e la scopamicizia, a Sashimi e la fine di una relazione, per arrivare al tentativo di andarsene dalla provincia con Antartide, e con quel “giuri che tra un po’ te ne andrai”, in cui forse un po’ tutti alla fine ci rivediamo. Si passa alle dediche ai grandi della musica, con Lake Washington Boulevard per Kurt Cobain e Freddie, in onore del grande Freddie Mercury.

Con Fuori dall’Hype, la piazza si illumina, letteralmente, dando forma ad uno dei momenti più pieni della serata. Perché quando ti colpisce la consapevolezza di essere così in tanti, l’unico aggettivo che potrebbe definire il momento è pieno. Piena come la musica de i Pinguini, i quali hanno trovato la formula segreta per arrivare così in profondo a ognuno dei presenti, sempre rimanendo fuori dall’hype.

Il concerto si conclude con Irene, canzone ormai iconica del gruppo. E con quel misto di scacco emotivo, di disillusione ma che in realtà dentro ha la cosa più importante di tutte: la speranza, si conclude una festa, un concerto che è sempre qualcosa di più.

Parliamoci chiaro, il mio non è assolutamente un commento tecnico o critico, perché semplicemente non ho le conoscenze né tantomeno l’esperienza per poter commentare il tutto da un punto di vista musicale. Ma dopotutto questo non è la sola cosa importante: perché c’è molto altro, molto di più. Il vero concerto non inizia all’orario concordato, ma inizia dal momento in cui si decide di comprare i biglietti, di farsi chilometri in macchina e ore di attesa. Quando ti guardi attorno e vedi tanti fan con la maglietta della band. Significa cantare tutte le canzoni o forse quelle che ci piacciono di più, sia prima che durante, che dopo il concerto. Significa buttare fuori tutto quello che ci portiamo dentro e che a volte forse ci fa male, ma che se siamo lì vuol dire che loro, la band, sono stati in grado di curarci le ferite, o anche solo alleviarcele. Concerto significa anche quello che ti rimane dopo, quando la piazza rimane vuota e ognuno torna alla propria vita.

Quindi ecco, questo è un commento che non potrebbe essere più lontano dai tecnicismi e dall’oggettività. Ma siamo sinceri, quando si va ad un concerto de I Pinguini Tattici Nucleari si può essere tutto, tranne che oggettivi. E quindi non si può che ringraziare loro: Riccardo Zanotti, Elio Biffi, Lorenzo Pasini, Nicola Buttafuoco, Matteo Locati e Simone Pagani, perché ragazzi, ci avete regalato una gran bella serata e soprattutto la speranza, che tutto andrà bene. E se non lo farà, troveremo sempre un modo per stare bene lo stesso, perché alla fine quasi tutti, in un momento della vita, ci siamo sentiti tutti un po’ Irene. E va bene così.

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